Il Programma di Duca
Elezioni Amministrative
Ancona - 6,7 giugno 2009
Programma Elettorale
COMUNE di ANCONA
Candidato Sindaco
Eugenio Duca
INDICE
1.1. Premessa
1.2. Criteri ispiratori
1.3. Un nuovo stile amministrativo
1.4. Comunicazione e trasparenza
1.5. Per un Comune partecipato ed economicamente attivo
2. PERSONA
2.1. Famiglia
2.2. Politiche giovanili
2.3. La Scuola è il presente e il futuro
2.4. L’immigrazione è una risorsa
2.5. Un piano regolatore per i servizi sociali
2.6. La cultura
2.7. Le nuove politiche sportive
3. TERRITORIO
3.1. Per un’Ancona bella, pulita, accogliente e sicura
3.3. Valorizzare il centro storico: la rinascita di Ancona
3.4. Le coste, l’ambiente marino e il Cònero
3.5. Una nuova politica della mobilità e dei trasporti
4. ECONOMIA
4.1. Una nuova politica economica
4.2. Cresce il Porto: Ancona cambia e si sviluppa
4.3. Innovazione, occupazione, e-Governement tutela dell’ambiente
1.1 Premessa: le ferite di Ancona, il pericolo del ritorno dei poteri forti, le ragioni del voto anticipato, il no alla destra
Ancona negli anni ’80 e ’90 ha contrastato e sconfitto, i cosiddetti “poteri forti” che negli anni 80 e 90 si erano insediati e avrebbero voluto impadronirsi della città.
Questo è avvenuto anche grazie all’impegno di Eugenio Duca che, sostenuto da migliaia di cittadini e dalla parte sana dell’amministrazione della città riuscì a contrastare Longarina per mettere fine alla vicenda delle incompiute, le degenerazioni dell’allegra “gestione da nababbi” del centro intermodale e lo “strano affare del porto” che avrebbe determinato il posizionamento stabile, ventennale, in Ancona di imprese legate alle associazioni camorristiche e mafiose, che una volta insediatesi taglieggiano commercianti, artigiani, imprenditori e diventano l’altro Stato, come purtroppo avviene in diverse realtà italiane.
Nell’ultimo periodo, purtroppo, la fase del rinnovamento si è arenata e sono tornati nuovi “poteri forti” intesi come coloro che hanno potuto usufruire di un rapporto non trasparente e distorto con l’Amministrazione Comunale.
La vicenda giudiziaria (che vede coinvolti gli ex Sindaci Fabio Sturani e Renato Galeazzi, insieme ad amministratori e dipendenti pubblici e imprenditori privati) nonché gli scontri e le rivalità interne al Partito Democratico hanno creato sconcerto, incredulità, distacco e disaffezione tra le cittadine e i cittadini.
La destra, da sempre inadeguata e minoritaria, vorrebbe approfittare dell’occasione, ma tutti sanno che è impresentabile a partire proprio dalla “questione morale”. Non a caso dietro a uno dei due candidati della destra (Bugaro), si ritrovano alcuni degli artefici e dei corresponsabili di quella grigia stagione di vent’anni fa.
La destra conta anche sul trasformismo di chi, come l’ex Sindaco Renato Galeazzi, dopo aver tradito il proprio partito di appartenenza (PD), si appresta a fare il Bondi o il piduista Cicchitto anconitano.
Il PD non ha ancora spiegato ai cittadini i motivi per cui Ancona va alle elezioni anticipate, provocate dallo stesso PD, da Sturani e da Galeazzi, ma si ripropone al governo della città come se nulla fosse accaduto.
Ci sono due candidati della destra, Bugaro e Galeazzi, ci sono due candidati del centrosinistra: Gramillano che rappresenta la continuità della Giunta Sturani senza aver risolto la questione morale anconitana, e Eugenio Duca, sicuramente di sinistra, che mette a disposizione la propria storia personale e politica come garanzia di svolta. Una svolta che affermi l’autonomia della politica e dell’Amministrazione Comunale dai gruppi imprenditoriali, dai cosiddetti poteri forti, spesso occulti.
Sinistra per Ancona ritiene che le energie ci sono e che i cittadini, come avvenuto in passato, sapranno e vorranno reagire, proprio come hanno fatto, unitariamente, per superare le drammatiche emergenze del terremoto, della frana e delle incompiute.
E’ con queste premessa e promessa che Eugenio Duca ha accolto l’invito di Sinistra per Ancona e si presenta candidato Sindaco e delinea i principali spunti programmatici per Ancona.
Un programma elettorale rischia sempre di rimanere sulla carta. E’ facile promettere ma non sempre chi promette mantiene e Ancona ne sa qualcosa.
Questo programma elettorale parte dal principio che ogni proposta ha bisogno di risorse per tradursi in realtà e che i cittadini di Ancona hanno bisogno ora più che mai di azioni concrete.
Eugenio Duca ha una buona esperienza politica, ha una reale e diretta conoscenza del territorio, della pubblica amministrazione, della sua burocrazia. Siamo sicuri che in Ancona si può e si deve lavorare per ricostruire trasparenza amministrativa e di governo, per ritrovare la fiducia dei cittadini, per migliorare i servizi pubblici e la qualità della vita.
1.3 Un nuovo stile amministrativo
L’etica della convinzione e l’etica della responsabilità si completano a vicenda e formano la “vocazione della politica”.
Gli Amministratori: Consiglio Comunale, Giunta, Sindaco e enti derivati, devono essere animati da spirito di servizio alla città e ai cittadini.
A volte, anche se non fosse vero, vengono visti come privilegiati. Con Duca Sindaco gli amministratori si considerano gratificati dal loro incarico e non sono compatibili benefici di sorta, oltre quanto stabilito dalla legge.
Il Consiglio comunale, con voto formale, adotterà il Codice Europeo di comportamento degli eletti approvato dal Consiglio d’Europa. Codice che interviene sui temi delle campagne elettorali, dei conflitti d’interesse, del cumulo delle cariche e della corruzione.
Pertanto non ci saranno: auto e spese di rappresentanza, ingressi gratuiti alle Muse, accessi alle tribune del calcio o di altri sport. Chi va a teatro o allo stadio paga il biglietto come ogni cittadino.
Il Sindaco non presiederà alcuna Società o Fondazione, siano esse culturali, sportive, imprenditoriali come Marina Dorica, Muse, CONI od altro.
Le donne avranno un ruolo di primo piano negli incarichi di nomina comunale come avviene nei Paesi del nord Europa.
Occorre valorizzare il “volontariato” anche negli incarichi del Comune.
Ancona conta decine di benemerite Associazioni nei più svariati campi e i loro dirigenti svolgono attività senza compensi.
Anche in Comune è un “onore” servire la città e si propone un apposita onorificenza, ad esempio “cavaliere della città”, per coloro che prestano opera volontaria per il Comune e per i cittadini.
1.4 Comunicazione, trasparenza e partecipazione
Non è un caso che la trasparenza sia tra i primi punti del nostro programma visto che uno degli obiettivi più importanti che ci poniamo è quello di ricostruire il buon rapporto tra amministrazione e cittadini con un confronto continuo e costante.
I mezzi d’informazione a disposizione del Comune (periodico, sito e altro) dovranno rappresentare un vero e proprio rendiconto dell’attività amministrativa che spieghi ad ognuno che cosa si sta facendo, come e con che costi.
Tutte le spese per gli investimenti saranno pubblicate periodicamente per consentire ad ognuno di sapere come e dove, sono spese le risorse del Comune.
La trasparenza deve essere un obbligo per tutti gli Amministratori e, non a caso, il candidato Duca ha già pubblicato sul sito internet la propria dichiarazione dei redditi: anche a tutti gli altri amministratori sarà chiesto di fare altrettanto.
E siamo certi che di pari passo con la trasparenza potrà crescere anche l’amore dei cittadini per la cosa pubblica e quindi il loro coinvolgimento e la partecipazione democratica. In particolare i cittadini saranno coinvolti sui grandi progetti attraverso assemblee pubbliche che portino a decisioni condivise per il bene della comunità amministrata.
Le decisioni comunali che riguardano l’urbanistica, la grande viabilità, la gestione dei servizi sociali e pubblici, la gestione del territorio, la salvaguardia ambientale, le politiche culturali vanno assunte con la partecipazione consapevole dei cittadini. Così sarà fatto per il bilancio comunale. Vogliamo una città consapevole, responsabile, dunque fortemente partecipata.
Il Consiglio Comunale sarà il centro della vita democratica della città pienamente valorizzato e responsabilizzato anche al di la dei soli compiti previsti dalla legge.
Per rendere ancora più viva e partecipata la nostra amministrazione e per far sentire tutti i cittadini altrettanto importanti, verranno promossi incontri itineranti della Giunta nei quartieri e nelle frazioni per discutere direttamente con i cittadini le problematiche complesse delle periferie.
1.5 Per un Comune partecipato ed economicamente attivo
Come in ogni famiglia, impresa o attività, il bilancio del Comune deve essere “attivo”. Non si può continuare a scaricare sulle nuove generazioni, sui non ancora nati, debiti che non hanno contratto e di cui non sono responsabili. L’eliminazione indiscriminata dell’ICI decisa dal centrodestra (senza individuare risorse alternative da destinare ai comuni), dopo che il Governo Prodi aveva azzerato il contributo per i ceti medi e popolari, si è rivelata funesta per i bilanci comunali e per l’erogazione dei servizi.
Tuttavia occorre reagire, mediante il risparmio, l’ottimizzazione della macchina comunale usufruendo e valorizzando le risorse umane, studiando nuove sinergie tra le aziende comunali ed eliminando ogni doppione e sovrastruttura.
Inoltre occorre realizzare il censimento del patrimonio pubblico comunale ancora sconosciuto, promuovere, con la partecipazione e il consenso dei cittadini e delle Associazioni professionali, l’accatastamento reale dei beni immobiliari della città e contrastare ogni forma di evasione o elusione.
Il Comune deve pagare tempestivamente i propri creditori, siano essi fornitori, artigiani, imprese, troppe volte gravate da enormi ritardi.
Lo Statuto comunale dovrà consentire un potere ispettivo penetrante sull’operato della Giunta.
Le Circoscrizioni di partecipazione e di decentramento sono state ridefinite nel numero di tre, a seguito della legge 24 dicembre 2007 n. 244 che ha modificato i parametri demografici delle circoscrizioni comunali, stabilendo che i comuni con popolazione tra i 100.000 e 250.000 abitanti possono articolare il territorio per istituire le circoscrizioni di decentramento in base alla popolazione media non inferiore ai 30.000 abitanti.
Le nuove Circoscrizioni sono:
1) Centro Storico, Capodimonte, Borgo Rodi, Montemarino, Adriatico, Passetto, Pietralacroce.
2) Archi, Montirozzo, vallemiano, Piano San Lazzaro, Palombella, Posatora, Scrima, Torrette, Barcaglione, Paterno, Casine di Paterno, Collemarino, Palombina, Ghettarello, Sappanico, Gallignano.
3) Grazie, Tavernelle, Palombare, Pinocchio, Montesicuro, Candia, Pip, Baraccola Sud, Aspio, Università, Ponterosso, Baraccola Nord, Monte Dago, Varano, Montacuto, Poggio, Massignano.
Si tratterà di un mandato sperimentale e molto impegnativo per Ancona. Le nuove Circoscrizioni di decentramento, avranno compiti importanti, quali organismi di partecipazione, di consultazione e di gestione di servizi di base, di ordinaria manutenzione del territorio, nonché di esercizio delle funzioni delegate dal Comune e di stimolo e valorizzazione di altri organismi di partecipazione delle Associazioni e dei cittadini.
Una particolare attenzione deve essere dedicata alle numerose piccole frazioni cittadine. Deve essere chiaro a tutti che piazza Cavour è in Ancona, ma Ancona non è piazza Cavour. Ancona è Paterno, Casine, Ghettarello, Sappanico, Gallignano, Candia, Aspio, Pietralacroce, Varano, Montacuto, Montesicuro, Poggio e Massignano. Ancona è l’insieme dei grandi quartieri: Centrostorico, Adriatico, Piano San Lazzaro, Pinocchio, Posatora, Grazie-Tavernelle, Palombella, Torrette, Palombina, Collemarino, Ponterosso, Monte Dago, etc.
Tutti hanno pari dignità e anche per questo ci sarà un assessorato alla partecipazione, ai quartieri e alle frazioni che non si devono sentire “decentrate” e abbandonate.
Le reti radio-telefoniche, quelle dei trasporti, i servizi postali e socio-sanitari, la sicurezza, dovranno garantire tutti i cittadini e tutte le attività commerciali, imprenditoriali e professionali. Il Comune sarà parte attiva nel progetto di abbattimento dei costi dei collegamenti informatici per tutti. L’assessorato si occuperà dell’ottimizzazione dei servizi ai cittadini coinvolgendo le competenze e le imprese locali.
Ove ci sono sportelli pubblici di pagamento, come negli ospedali di Ancona, tutti i pagamenti potranno essere effettuati liberamente e senza esclusive di questa o quella banca e anche mediante gli strumenti postali.
Il Comune deve reperire risorse per garantire servizi ai cittadini e per migliorare la città. Duca propone:
- la ricontrattazione dei mutui bancari in modo da abbassare la rata annuale di debito sfruttando i benefici della riduzione dei tassi d’interesse decisi dalla BCE;
- il ricorso alle Fondazioni bancarie che non possono considerare Ancona come frazione per la raccolta del risparmio, e che possono riversare sul territorio risorse dedicate alle iniziative sociali e culturali;
- la razionalizzazione degli spazi necessari all’Amministrazione e ai cittadini concentrando le funzioni centrali in due edifici, Palazzo degli Anziani e Palazzo del Popolo, valorizzando il patrimonio restante e riducendo le spese per affitti e utenze;
- superamento di sovrastrutture e doppioni, consulenze inutili,valorizzando le risorse interne e delle Aziende e Società partecipate che possono rappresentare un valore aggiunto;
- ottenere dalla Regione, dalla Provincia e dallo Stato contributi adeguati alle funzioni che Ancona svolge nei diversi settori, a partire da quelli culturali largamente sottodimensionati;
- ottenere dallo Stato adeguato sostegno per l’assistenza ai minori che rappresenta un obbligo che non può far carico al solo Comune che essendo sede di un porto internazionale si trova a carico ingentissime spese;
- adeguati contributi dal Ministero di Grazia e Giustizia per il funzionamento delle spese degli organi giudiziari che insistono in Ancona e che non possono ricadere solo sulle finanze locali;
- un rapporto amico e solidale dei cittadini mediante uno slancio che porti a evitare l’evasione dei tributi dovuti. Se ogni cittadino risponde con correttezza ai propri doveri, potremo venire incontro alle esigenze di chi ha meno e migliorare la nostra Ancona.
E’ una ricchezza che va promossa, salvaguardata e sostenuta. Per una città democraticamente forte e ricca è determinante promuovere la partecipazione attiva delle famiglie alla sua vita culturale, sociale e politica. Le stesse politiche familiari dovranno sostenere le funzioni della famiglia e i suoi diritti tutelando in modo particolare i nuclei familiari numerosi.
Gli interventi dovranno sostenere la famiglia in ciascuna delle tre fasi da cui è caratterizzata:
1) formazione della famiglia: oggi ci si sposa sempre meno e sempre più tardi a causa principalmente della precarietà del posto del lavoro dei giovani e per la difficoltà nel trovare una casa a prezzi contenuti;
2) nascita del primo figlio: un bimbo diminuisce del 30% il reddito disponibile per la coppia e complica la vita, soprattutto alle donne, che lamentano spesso l’assenza di adeguati servizi che consentano di poter continuare, desiderandolo, l’attività lavorativa;
3) nascita di altri figli: aumentano le difficoltà economiche (crescenti al crescere del numero dei figli). Un figlio, dalla nascita alla laurea, costa fino a 300.000 euro.
L’Amministrazione Duca avrà grande attenzione per la famiglia e darà priorità, accogliendo le richieste di associazioni che si occupano del problema, ad alcune politiche familiari tese a renderne più facile il cammino.
1. Sulla base di esperienze già fatte in altre comuni, sarà attivata una Family card per le famiglie con figli per sconti su trasporti pubblici, tariffe, servizi e negozi convenzionati;
2. Sarà studiato un piano di detrazioni, deduzioni dell’Irpef per l’eliminazione dell’iniquità secondo la quale, a parità di reddito, una famiglia con più figli paga troppo.
3. Si aprirà un tavolo di confronto con enti, fondazioni bancarie e privati per costituire un fondo per il microcredito alle famiglie meno abbienti che non riescono ad avere accesso al credito bancario.
4. si cercherà di abbattere le barriere economiche alle famiglie con più figli per l’accesso agli studi universitari concordando interventi pubblici, di fondazioni e privati che possano destinare fondi all’erogazione di apposite borse di studio.
5. ci si pone l’obiettivo di raggiungere la copertura territoriale degli asili nido anche attraverso la sperimentazione di nuove forme di servizio all’infanzia.
6. si tenderà a rendere obbligatorio per tutti i nuovi interventi edilizi di destinare una quota delle costruzioni a prezzi convenzionati per le giovani coppie e le famiglie che hanno avuto un aumento del numero dei figli e ad incrementare il numero della abitazioni ad edilizia convenzionata, agevolata e sovvenzionata.
In attuazione dell’art.4 D.p.r. n. 223 del 1989 l’Amministrazione riconosce le coppie di fatto e non attua discriminazioni nei confronti di coloro che decidono di unirsi per amore, per solidarietà, per libera scelta.
2.2 Politiche giovanili: investire sui giovani per quello che sono oggi è la scelta vincente
Ancona, rispetto ad altre città, è molto indietro in tema di politiche giovanili e non ha ancora capito che lavorare con gruppi di giovani non è un’idea debole ma una scelta vincente.
Le politiche giovanili lamentano scarsità di risorse e debolezza culturale e sociale di interventi che troppo spesso puntano all’organizzazione di eventi fini a se stessi.
Il nuovo modo di amministrare deve dire no all’“assistenzialismo” o alla mera erogazione di contributi e deve sostenere una politica di ricerca e promozione di valori forti e attuali con progetti di qualità condivisa con i tutti gli attori del mondo giovanile.
Vogliamo scegliere un’opzione culturale forte, che coinvolga non solo i giovani ma l’intera comunità. Un esempio è rappresentato dal Comune di Torino che con il progetto “Periferie” ha trasformato spazi comunali senza più destinazione d’uso in Centri di Aggregazione Giovanile aperti da pomeriggio a notte e veri e propri laboratori musicali, espressivi e culturali frequentati non solo da giovani, ma anche da adulti, anziani, famiglie e bambini. Una scelta come questa consente di poter “finanziare” i progetti anche con altri capitoli di bilancio e, soprattutto di generare nuove risorse: i vari servizi producono posti di lavoro e questi spazi giovanili polarizzano energie, passioni ed impegno. L’adesione dei giovani a queste strutture fa da “effetto moltiplicatore” e li incoraggia a diventare cittadini attivi. In termini economici inoltre, direttamente o come indotto si può confermare che per ogni euro investito dalla Pubblica Amministrazione per i giovani, se ne valorizzano almeno due.
I giovani in questo modo cambiano il modo di sentire la “partecipazione”:non solo come prendere parte ma come sentirsi parte di qualcosa di buono che offre anche una dimensione di svago e piacere da cui possono esplodere idee e risorse nuove. La città si trasforma, in tanti micro luoghi, da luogo fisico a laboratorio culturale ed ogni gruppo di giovani diventa un organismo che conta e che con la città deve fare i conti. Ogni evento che esce dal quotidiano (una festa, una riunione, un concerto) produce un apprendimento e costringe ad una elaborazione culturale e quindi ad una crescita.
Ma per avere partecipazione si deve avviare una attività tangibile e reale che prevede un investimento su di loro e meccanismi di co-progettazione.
Per riuscirci crediamo sia sufficiente “ascoltare” e prestare attenzione alle forme di aggregazione giovanile già esistenti: il volontariato, l’associazionismo culturale e sportivo, il fare musica, i centri di aggregazione (oratori, circoli e dopolavori, centri sociali), le forme di espressione giovanile, i nuovi modi di comunicare legati alle nuove tecnologie (le chat, gli sms). Prendendo atto di queste attività l’Amministrazione può dedicare loro strumenti ed interventi per costruire insieme ai giovani un pezzo nuovo città. I criteri da tenere in considerazione cono pochi e semplici: favorire i legami sociali (colmare la carenza di luoghi di incontro dove giovani, ma anche adulti, possano insieme produrre cultura); insegnare ai giovani la partecipazione democratica attraverso le microscuole di democrazia; svolgere promozione culturale; agire sulla prevenzione in una realtà che vede la fascia d’età tra i 16 ed i 25 anni con il più alto numero di consumatori di sostanze illecite, in particolare di quelle che vengono chiamate “nuove droghe”.
L’Amministrazione Comunale deve quindi occuparsi dei giovani scommettendo su di loro e considerandoli come una risorsa, promuovendo la loro partecipazione e il loro protagonismo. Per questo l’Assessorato alle Politiche Giovanili deve essere un punto fermo che si occupa dei giovani, un punto di riferimento per loro ma anche un “punto di vista giovane” per collaborare con gli altri assessorati.
Lo strumento di indirizzo che intendiamo seguire è la Nuova Carta Europea di Partecipazione dei Giovani alla Vita Comunale e Regionale e abbiamo intenzione di riservare ai giovani una percentuale del bilancio spese che si allontani dalla media nazionale (0,25%) e si avvicini a quella europea (2,25%)
I giovani insomma non sono “i cittadini del futuro”. Essi sono, fin da ora “cittadini a tutti gli effetti”. E come loro i minori che sono persone e non una sottocategoria degli adulti, visto che fin dalla nascita godono di un complesso di diritti detto “capacità giuridica”. A loro quindi vanno riconosciute sensibilità, bisogni, istanze ben precise di cui l’Amministrazione deve farsi carico. Dobbiamo investire su di loro per quello che sono oggi e non per quello che diventeranno domani.
2.3 La Scuola è il presente e il futuro.
La scuola pubblica e l’insieme dei servizi educativi sono da tempo al centro di un attacco senza precedenti da parte della Destra e del Ministro Gelmini che definisce “riforma” una serie di provvedimenti, compresa la Finanziaria 2009, miranti a ridurre il tempo scuola, l’aumento degli alunni per classe, il divieto della compresenza degli insegnanti e minore qualità dell’offerta formativa. E’ un attacco alle giovani generazioni, alle famiglie italiane e ai lavoratori della scuola che perderanno molti posti di lavoro.
Il candidato Sindaco Duca e Sinistra per Ancona sono al fianco delle organizzazioni sindacali della scuola e al Comitato in difesa della scuola pubblica di Ancona e ne condividono le proposte avanzate tanto da inserirle nel programma elettorale.
E’ necessario:
- garantire la sicurezza degli edifici scolastici e migliorarne la qualità, gli arredi e la funzionalità;
- il sostegno al tempo pieno e al tempo prolungato come richiesto dalle famiglie anconitane, l’insegnamento delle lingue straniere e il sostegno agli alunni svantaggiati;
- il potenziamento degli asili Nido e delle Sezioni Primavera in modo da coprire la domanda delle famiglie;
- costi accessibili per tutti anche attraverso riduzioni mirate per famiglie colpite da licenziamenti, cassa integrazione, precarietà.
- progetti di nuovi edifici scolastici nei nuovi quartieri, Monte Dago, Palombare, in sostituzione di quelli inadeguati e affrontare le priorità delle scuole Domenico Savio (350) alunni e Ghettarello inagibili.
- dotare tutti i fabbricati scolastici, di ogni ordine e grado, di impianti fotovoltaici e delle tecniche di bioedilizia;
- certificare lo stato di tutti i fabbricati, anche sul rischio sismico,e definire un programma di medio lungo periodo di demolizione e ricostruzione dei fabbricati in cemento armato costruiti da oltre 50 anni;
- programmi urbanistici per una città a misura di bambine e bambini, in relazione al traffico, all’inquinamento, ai percorsi pedonali e per l’accesso sicuro alle scuole, ai parchi e ai giardini pubblici.
2.4 L’immigrazione è una risorsa
E’ in atto da tempo una consistente migrazione di persone che scappano da guerre, genocidi, dalla miseria e dalla fame. Gli immigrati sono e rappresentano una risorsa da non penalizzare e la condizione di partenza è e resta diritti e doveri per favorire una sana e costruttiva integrazione, come avviene in altri Paesi europei e extracomunitari. Da oltre un decennio, al fenomeno migratorio regolare, si affianca uno parallelo, irregolare o clandestino che spesso viene affrontato con toni propagandistici, in particolare dal centro-destra. Se si volesse fare polemica basterebbe ricordare che in nove anni, in Italia, ci sono stati sette anni di Governi di centrodestra e solo due di centrosinistra. E che gli sbarchi sono raddoppiati e che il Mediterraneo è divenuta la più estesa fossa comune del pianeta.
Nella nostra città i migranti in grandissima parte svolgono lavori regolari e il più delle volte mestieri che non vengono svolti da italiani. Ci sono interi comparti e imprese che senza quelle persone si fermerebbero. E’ così nelle pesca marittima, nella cantieristica, in edilizia. Ci sono numerose badanti che offrono l’assistenza agli anziani, ai disabili e ai malati. Occorre favorire progetti per l’integrazione, con il concorso del volontariato, dei sindacati dei lavoratori e delle associazioni datoriali; mettere a disposizione mediatori culturali negli uffici pubblici per far comprendere le norme italiane e comunitarie e facilitare le pratiche; corsi scolastici di apprendimento della lingua italiana e degli usi e costumi di Ancona. Occorre collaborare affinché la figura del Consigliere aggiunto sia di stimolo alla partecipazione della vita della città.
2.5 Un piano regolatore per i servizi sociali
Duca nella sua attività parlamentare ha proposto la legge 452/99 (riconoscimento del Museo tattile Omero con valenza nazionale) e confermato le leggi 285/97 (promozione dei diritti e opportunità per l’infanzia e l’adolescenza), 284/97 (disposizioni per la cecità e per la riabilitazione visiva e l’integrazione sociale e per la riabilitazione sociale e lavorativa dei ciechi pluriminorati), 328/2000 (legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali).
Proponiamo:
- l’elaborazione di un Piano regolatore sociale, in collaborazione con le Associazioni del Terzo Settore, volontariato, cooperative, sindacati dei pensionati, etc.
Si tratta di uno strumento innovativo che consente di valutare le esigenze delle persone offrendo prestazioni e servizi necessari a garantire una migliore qualità della vita;
- coordinare i gruppi e le associazioni di volontariato in base alla loro esperienza, competenza e motivazione specifica;
- servizi di sostegno alle funzioni educative familiari;
- progettare una città a misura dei bambini e ragazzi con spazi verdi, ludoteche, percorsi guidati casa scuola e l’utilizzo degli oratori per il tempo libero;
- attivare servizi socio-psicopedagogici in grado di gestire le problematiche adolescenziali con iniziative culturali, ludiche e sportive.
- aumentare i servizi socio-assistenziali per la popolazione anziana. L’assistenza e i costi non possono ricadere “solo” sulle famiglie. Il Comune, con gli altri Enti e Associazioni preposti, deve dimostrarsi “amico” di chi si trova in condizioni difficili. L’allungamento dell’aspettativa di vita è una delle più grandi conquiste dell’umanità.
Non può diventare un peso insopportabile. Realizzare una politica tesa a favorire la permanenza nella propria abitazione, aumentando gli interventi di assistenza domiciliare con più operatori sociosanitari e infermieri a domicilio in collaborazione tra la sanità e il Comune. Favorire i servizi di sollievo con strutture dedicate e qualificare le figure di aiuto “badanti”. Attività di aggregazione tra le persone anziane, insegnare ai giovani vecchi mestieri con contenuto manuale e professionale. Servizi residenziali e diurni per anziani non autosufficienti.
- iniziative di sostegno per i disabili: servizi di sollievo per aiutare le famiglie; residenzialità temporanea per situazioni di emergenza; gruppi di famiglia per il DOPO DI NOI; integrazione scolastica anche con assistenti educatori oltre gli insegnanti di sostegno; centri diurni per soggetti gravissimi dopo il periodo scolastico; corsi di formazione professionale per l’inserimento lavorativo; iniziative socioculturali per facilitare l’integrazione e per promuovere le diversità come risorsa (feste sul territorio, cineforum, spettacoli, gare sportive).
Per quanto riguarda le strutture ospedaliere occorre recuperare un dialogo con la Regione affinchè restino un posto di primo intervento presso l’Umberto 1, in centro e il Pronto Soccorso all’INRCA. Il Salesi deve mantenere e potenziare la propria autonomia nella specializzazione materno infantile. Prioritario è il pronto recupero del Tambroni dopo la scandalosa vicenda che priva Ancona di una struttura pubblica per anziani e che testimonia incuria e sperpero di pubblico denaro.
La salvaguardia degli aspetti storico-ambientali rappresenta la base di una politica culturale che deve valorizzare e mettere in rete le sue strutture (il Lazzaretto, il Museo archeologico, la Pinacoteca, il Museo tattile Omero, il Mattatoio, i Teatri e i Cinema e le strutture nei quartieri ecc.) per farne i nodi di un protagonismo culturale e sociale e di una produzione culturale e artistica emergente dalla ricchezza linguistica ed etnica e dalle energie creative di tanti gruppi e di tante Associazioni.
C’è tanta domanda, ancora oggi, insoddisfatta in città.
Un esempio fra gli altri: il completamento della casa delle Culture a Vallemiano.
Occorre altresì investire sulla valorizzazione degli eventi e dei personaggi che hanno reso famosa Ancona nel Mediterraneo, ad esempio la vittoria sull’assedio del Barbarossa e Stamira, il “diritto”e Benvenuto Stracca, la volontà di pace e il viaggio di San Francesco, la settimana rossa e la Repubblica di Ancona, la Resistenza e la conquista della Repubblica Italiana e della Costituzione.
Ancona è sede di importanti facoltà universitarie, con 16.000 studenti e centinaia di professori e ricercatori. Si è affermata negli anni una separatezza di fatto. Va superata, l’Università può dare un grande contributo alla città in tanti campi, certamente nella conoscenza e nella diffusione culturale. Le attività culturali vanno realizzate anche nei quartieri e nelle frazioni coinvolgendo e riqualificando i Circoli operai e ricreativi.
Accogliendo l’appello lanciato dai gruppi culturali giovanili, musicali e teatrali, Duca e Sinistra per Ancona, propongono il riuso del Supercinema Coppi come luogo polifunzionale, musicale, culturale, sede di convegni, congressi, ecc.. Un grande Centro Civico per i talenti e per la città. Dobbiamo impedire la scomparsa di questo contenitore che ha proprietà acustiche e logistiche che tanti teatri ancor più blasonati e costosi ci invidiano.
Il Supercinema Coppi rischia di diventare solo un ricordo, l’ennesima testimonianza di ciò che si è perduto come il Marchetti, il Goldoni, il Metropolitan. In questi anni è stato impedito ai talenti della nostra città di crescere a causa dei disservizi e della indisponibilità di strutture che potessero sostenere le loro rappresentazioni musicali, teatrali, meeting e altre forme artistiche di comunità.
Ciò consentirà anche di migliorare la qualità della vita del popoloso quartiere del Piano San Lazzaro e di Corso Carlo Alberto.
Pertanto si prenderanno contatti con la proprietà, con le Fondazioni bancarie, con le imprese affinchè questo grande e prestigioso contenitore non vada perso.
Va istituita la Consulta delle Associazioni del settore e coinvolta per il grande evento che ci attende nel 2013: i 2.400 anni dalla nascita di Ancona.
Dopo oltre 60 anni di inattività, Ancona è riuscita a far rivivere il Teatro delle Muse. E’ inutile, oggi, recriminare sulle scelte compiute alla fine degli anni 60 quando il Teatro è stato sventrato con il consenso unanime dell’allora Consiglio Comunale, nell’indifferenza della città, per farne un Supercinema. Del resto, pochi anni prima c’è stato chi ha proposto di demolire la chiesa di S. Maria della Piazza per farci un parcheggio. Questi precedenti ci dovrebbero far riflettere, tutti, sulla città per non ripetere gli errori del passato. Comunque il Teatro c’è, e sono orgoglioso di aver potuto contribuire alla ripresa dei lavori, durante la giunta Del Mastro e al completamento riuscendo a reperire i 13 miliardi di lire necessari anche grazie all’impegno del Ministro Giovanna Melandri. Il Teatro, la Fondazione Muse-Corelli, a differenza di quanto sostiene il centro destra (Bugaro) non ha cento spettatori a serata; non è tra gli ultimi d’Italia, e non è uno spreco di risorse inutili. Infatti in base ai dati pubblicati dalle riviste specializzate il Teatro delle Muse, nel 2008, figura al 42° posto tra i 312 teatri italiani, con 733 spettatori a serata, lo Sperimentale all’81° posto con 280 spettatori a serata. Il bilancio 2008 prevede una perdita di 26.000 euro e manca a tutt’oggi il contributo di 300.000 euro che deve essere versato dal Ministero, quindi proprio dal Governo di centro destra. E gli esponenti del centro destra, presenti nel Consiglio della Fondazione, hanno votato sempre a favore di tutti i bilanci.
Non è assolutamente vero che la cultura è spreco. Un indagine condotta dall’Università di Torino, nell’ambito del progetto “Capitale culturale”, cultura motore di sviluppo per Torino, 2007-2009, dimostra che un euro investito in cultura produce un indotto di 5 euro.
Pertanto Duca e Sinistra per Ancona propongono un piano per la cultura che abbia come finalità quella di produrre cultura piuttosto che spendere per comprare cultura.
Ancona è sede di importanti istituzioni culturali riconosciute dallo Stato e di una grande e ricca attività dell’Associazionismo: Fondazione le città del teatro- teatro Stabile delle Marche, Fondazione Le Muse – Corelli, teatro Stabile per ragazzi, FORM, Istituto Pergolesi, Fondazione la Mole, Corale Bellini, Amici della Musica, teatro dialettale, Festival Klezmer, AMAT, varie Associazioni e ARCI, ecc.
Ancona deve essere in grado di fornire un’offerta integrata per una domanda variegata e riuscire a produrre un programma unitario, ferme restando le soggettività e l’autonomia delle singole istituzioni. Dare una sede ad Ancona al Teatro Stabile per ragazzi (dovendo per legge gestire obbligatoriamente, in esclusiva, una sede di almeno 200 posti).
Verificare la possibilità per l’avvio di un festival di ricerca artistica, o di un festival di musica sacra in collaborazione con Loreto.
2.7 Le nuove politiche sportive
Partendo dalla convinzione che la pratica sportiva e l’attività motoria siano diritti fondamentali di tutti i cittadini, e in primo luogo di tutti i bambini, ragazzi e giovani, le linee guida che “Sinistra per Ancona” perseguirà all’interno dell’Amministrazione Comunale, si baseranno sulla consapevolezza che la politica sportiva dovrà necessariamente integrarsi con quella rete di servizi (scolastici, sociali, culturali) dedicati principalmente alle fasce giovanili. In questa logica si porranno le seguenti necessità:
- Monitoraggio continuo della diffusione dell’attività sportiva e motoria nel territorio comunale;
- Collaborazione costante con gli altri soggetti deputati alla diffusione della pratica sportiva (scuola, Coni, associazioni ed enti di promozione sportiva ecc.);
- Collaborazione con le altre amministrazioni locali (Provincia e Regione) per rispondere in maniera sinergica e puntuale ai bisogni di servizi sportivi nelle specifiche realtà territoriali;
- Studio ed adozione delle forme più idonee di intervento al fine di invertire la tendenza che vede nell’età adolescenziale il momento critico dell’abbandono dell’attività sportiva, stimato intorno al 60% sia per i ragazzi che per le ragazze;
- Ottimizzazione dell’utilizzo degli impianti sportivi pubblici prevedendo attività polivalenti che ne consentano uno sfruttamento massimo (esempio negativo è il Palaindoor di Atletica, che, pur essendo un eccellente impianto a livello nazionale e internazionale, viene utilizzato soltanto per tre mesi l’anno);
- Per quanto riguarda la costruzione e la ristrutturazione degli impianti sportivi, dovrà essere generalizzato l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili quali il solare termico e il fotovoltaico;
- L’attività motoria e sportiva deve essere parte integrante dei programmi scolastici delle scuole, dalle elementari all’Università, come avviene in tutte le altre Nazioni, Sarà questa l’unica risposta concreta per garantire la pratica sportiva alla quasi totalità dei giovani, specialmente in questa fase di crisi economica in cui la spesa per lo sport dei propri figli sta diventando insostenibile per un numero sempre maggiore di famiglie;
- Utilizzare la leva dello “stare insieme nello sport” e “giocare nella stessa squadra sportiva” per facilitare l’integrazione di centinaia di giovani e giovanissimi immigrati, offrendo loro pari dignità e pari opportunità.
Questi sono gli indirizzi che “Sinistra per Ancona” perseguirà in materia di politica sportiva, consapevole che gli interessi consolidati, pubblici e privati, intorno al mondo “SPORT” sono duri da scalfire, ma con la convinzione che non è più possibile permettere che un numero sempre più alto di giovani, trovi nelle discoteche, nell’alcool, nella droga, nel tifo violento, nel mucchio selvaggio e in nuove forme di razzismo, occasioni per stare insieme alternative alla pratica sportiva intesa come forma di socializzazione, di rispetto degli altri, sano agonismo e, in primo luogo, scuola di vita.
3.1 Per un’Ancona bella, pulita, accogliente e sicura
Ancona è una bellissima città.
1) Il turismo è uno dei possibili traini per il suo sviluppo. Non si tratta di una scommessa ma di un obiettivo che può essere perseguito con un impegno collegiale del Comune, delle Sovrintendenze, degli archivi di Stato, delle Autorità Ecclesiastiche, delle Autorità Militari e dello Stato, dell’Università, del Parco del Cònero e delle Associazioni culturali.
Non c’è miglior sponsor del cittadino per la propria città.
Occorre rilanciare il centro storico “vero”: Guasco, il fronte mare del Porto, dal Mandracchio, alla Mole Vanvitelliana, da Portella S.Maria all’Arco di Traiano e alla Lanterna rossa. Riscoprire via Saffi, le chiese di S.Bartolomeo, di S.Francesco, di S. Maria, e lo straordinario giacimento archeologico: Anfiteatro romano fino al porto Traianeo. Si rimanda a tale proposito ad un apposito approfondimento.
2) Purtroppo viene giornalmente maltrattata da pochi prepotenti che la danneggiano, la sporcano, la deturpano nell’indifferenza delle varie autorità.
Deve essere chiaro a tutti che i muri della città, vanno rispettati e non possono essere considerati cosa propria.
L’obiettivo che ci proponiamo è che in un anno Ancona diventi decorosa.
Un rinnovato impegno delle Aziende a partecipazione comunale, la collaborazione con gli Enti e le Aziende pubbliche (Enel, FS, Anas, Autorità Portuale, Ministeri), degli Istituti Bancari, studi professionali, attività commerciali e con un potenziamento dei Vigili Urbani. Ci sono decine di persone e Associazioni che sono pronte a collaborare per fare bella e decorosa la propria città.
Il Comune, promuoverà e sosterrà, tale attività.
E’ un problema che non riguarda solo il centro storico e la spina dei corsi, ma ampie zone e quartieri, tutti i mercati cittadini, dal Piano San Lazzaro a Torrette, da via Maratta ai nuovi quartieri, i fabbricati scolastici, pensiline e fermate di autobus e treni, cabine telefoniche e parchi giochi, discariche a cielo aperto, frazioni abbandonate.
A ciò si deve affiancare un programma di manutenzione costante dell’arredo urbano e delle proprietà pubbliche.
3) Occorre ridurre drasticamente l’insicurezza sui luoghi di lavoro ove si verificano un numero inaccettabile di infortuni, con morti e feriti invalidati permanenti.
4) Occorre ridurre drasticamente l’insicurezza sulle strade e contribuire a raggiungere l’obiettivo fissato dall’Unione Europea del dimezzamento degli incidenti, dei morti e dei feriti. In Ancona l’alta incidentalità stradale provoca morti, feriti e danni sociali ed economici a tutti. Infatti il costo della RC auto è più alto che in altre Province italiane.
5) Occorre migliorare la qualità della vita sociale cittadina con la manutenzione, il miglioramento dell’illuminazione pubblica e un nuovo spirito civico che porti all’adozione delle moderne tecnologie di difesa passiva sia per le abitazioni che per le attività imprenditoriali e commerciali.
Occorre contrastare l’infamia della violenza contro le donne, italiane, o non italiane, compiute da italiani o non italiani, in famiglia, nei luoghi di aggregazione o per strada. Ogni violenza compiuta su ogni donna è contro nostra madre, nostra moglie, nostra figlia, nostra nipote.
Occorre perseguire, sempre e comunque, la cultura della legalità.
E’ necessario potenziare le forze dell’ordine, ai fini della difesa della democrazia e ai fini della prevenzione e delle repressioni di reati contro le persone e il patrimonio ambientale e personale.
E’ in atto un tentativo di associare in via esclusiva agli ideali di legalità e giustizia il centro destra. Ciò va sfatato e contrastato non su base ideologica ma proprio stando ai fatti e alle concrete politiche attuate. E’ proprio il centro destra che è pieno di inquisiti, condannati, salvati dai vari lodi Alfano, Consolo, ecc. Che ha ministri condannati con sentenze passate in giudicato, tangentisti e approfittatori della cosa pubblica, personaggi collusi con le organizzazioni criminali camorristiche e mafiose. E’ proprio il centro destra che ha approvato tutti i condoni per violazioni fiscali, urbanistiche, esportazione illecita di capitali, falso in bilancio, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e che anche in Ancona ripropone personaggi che si erano piegati ai cosiddetti poteri forti che si erano impadroniti della città, e che erano a sostegno delle concessioni truffaldine.
E’ lo stesso centrodestra che ha tagliato le risorse finanziarie per la sicurezza. Basti pensare che negli organici della Polizia di Stato mancano oltre 9 mila agenti e i tagli del Governo rendono problematica persino la manutenzione e il rifornimento dei mezzi.
Occorre garantire il massimo appoggio del Sindaco e della città alle Forze dell’ordine, filo diretto con il Prefetto e i vertici di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo delle Capitanerie di Porto per contribuire al contrasto dell’illegalità e per compensare i tagli del Governo alla sicurezza.
Creare un rinnovato rapporto di fiducia e collaborazione tra la cittadinanza e le Forze dell’Ordine e della Polizia Municipale: non c’è controllore più efficace degli occhi di ogni singolo cittadino in grado di contrastare dalle cose più banali agli eventi più incresciosi come aggressioni, scippi o truffe agli anziani.
Il Vigile Urbano non deve essere visto come un esattore del Comune ma è un amico del cittadino che opera per la sicurezza, la correttezza, la legalità, per tutti.
L’Assessore competente, non solo parteciperà ai Comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il Comune si farà promotore, in sintonia con la Prefettura e le forze dell’ordine, e la collaborazione della Polizia Municipale, per usare le competenze e le Società operanti in Provincia che sono in grado di dotare la città di tecnologie, meno invasive e meno costose della vigilanza con telecamere fisse, capaci di un’attenta vigilanza preventiva e repressiva dei fenomeni di criminalità. Anche Ancona potrà avvalersi di tali competenze e sostenere la lotta all’illegalità.
Una città sostenibile e riconoscibile per la peculiarità delle sue risorse paesaggistico-ambientali: innanzitutto il centro storico di impareggiabile bellezza e dotato di uno straordinario patrimonio archeologico e architettonico, la costa e tutte le sue spiagge: Palombina, Torrette, Passetto, Mezzavalle, Portonovo, le colline, le frazioni, il Cònero e le attività agricole di qualità.
La filosofia del piano urbanistico deve affermare in via prioritaria “il diritto alla bellezza della città” con conseguente modifica dello Statuto Comunale.
Deve altresì utilizzare gli studi interdisciplinari per individuare e leggere le necessità e i bisogni della città. Occorre definire la variante al piano regolatore e - se vi è il consenso dei comuni limitrofi - anche le linee di un Piano Comprensoriale.
Ancona è il capoluogo di regione e può esercitare degnamente la funzione caratterizzandosi come città comprensoriale, riscoprire il ruolo centrale nel Mediterraneo anche grazie alla sede permanente per il Mediterraneo, fortemente voluta dai Governi Prodi e D’Alema, sia per definire le infrastrutture, i servizi, le aree industriali, commerciali e artigianali, la gestione del territorio, la salvaguardia e la protezione dell’ambiente. Va privilegiato il riuso dell’esistente e limitato il consumo di nuovo territorio. Il patrimonio pubblico va utilizzato strategicamente, sia ai fini abitativi che per usi culturali o ricreativi e per soddisfare esigenze pubbliche e per il pubblico interesse.
Vanno altresì sottoposte a valutazione critica le adozioni delle varianti che stravolgono il senso logico di programmare l’uso del territorio, nonché l’uso dello strumento della finanza di progetto. E’ Ancona che deve decidere il proprio futuro, la qualità della vita, le necessità dei cittadini! Tutti potranno contribuire alla crescita e allo sviluppo della città contando sulla certezza che l’Amministrazione Comunale garantirà regole certe per tutti, nel rispetto del singolo cittadino e della singola impresa.
Il Comune di Ancona dovrà inserire nel proprio statuto la dicitura “Comune denuclearizzato”.
Sarà il nuovo Piano Regolatore cittadino a definire, con una vera partecipazione democratica dei cittadini e delle Associazioni, viabilità, parcheggi, usi della città e sulla base di attenti studi che verifichino obiettivamente le situazioni in atto e tutti i possibili miglioramenti. Inoltre è necessaria la sinergia con la Provincia e la Regione per evitare che i contenitori pubblici (ad. es. il Savoia, il Lancisi, il Salesi), siano considerati solo con il criterio economico e con destinazioni d’uso che stravolgono le previsioni del Piano Regolatore. Noi chiediamo collaborazione e comunque deve essere chiaro che sarà il Consiglio Comunale a decidere.
3.3 Valorizzare il centro storico: la rinascita di Ancona.
La parte di città compresa tra il teatro delle Muse e la Cattedrale reclama una particolare attenzione per il suo altissimo valore storico-monumentale, al quale paradossalmente si accompagna un ingiustificabile stato di abbandono e degrado.
Puntiamo al totale recupero del Palazzo degli Anziani, che sarà la sede del Sindaco e del Consiglio comunale. Ciò darà nuovo valore alla zona, a partire da piazza del Senato e da piazza Stracca ove si affaccia la vanvitelliana Chiesa del Gesù, chiusa dal 1972, della quale è improcrastinabile il pieno recupero architettonico, con l’esposizione della tela del Gentileschi, attualmente in Pinacoteca. Va completato il restauro della Chiesa di S. Bartolomeo (detta chiesa degli armeni) e chiedere alle autorità statali e ecclesiastiche la restituzione del grande quadro di Girolamo Siciolante da Sermoneta del 1570, un tempo sull’altare maggiore della Chiesa e – a seguito delle spoliazioni operate dal regno italico napoleonico – esposto dal 1821 nella sacrestia della chiesa di Calcinate, in provincia di Bergamo.Si tratta di un quadro che raffigura Ancona, il mercante armeno e testimonia la caratteristica multietnica di Ancona e il ruolo che rivestiva nel Mediterraneo.
Un aspetto essenziale delle chiese storiche, ma anche dell’anfiteatro e di altri beni monumentali, è l’apertura continua e certa al pubblico. A tal fine si propone, d’intesa con le proprietà, un volontariato di servizio di custodia e di guida.
Vi sono poi tre complessi da recuperare e per i quali è necessario il concorso dello Stato, della Regione e del concorso di Fondazioni Bancarie:
- l’area del Convento della chiesa di San Francesco delle Scale, distrutto dai bombardamenti del 1943, ove andrebbe realizzata la nuova biblioteca, stante l’inadeguatezza dell’attuale sede che va comunque riqualificata;
- l’anfiteatro oggetto negli ultimi decenni di soluzioni parziali, quando non contraddittorie. Non sono mancati suggerimenti, come quelli di forte suggestione di Ralph Erskine, per la zona archeologica e non solo. Resta il fatto che l’area dalle pendici del Colle Guasco e del colle dei Cappuccini non ha ancora trovato una sintesi di progetto urbano.
- Il recupero del magistrale disegno vanvitelliano che dalla Lanterna, Arco Clementino, fino al Lazzaretto che va recuperato nella sua integrità e totalità, in quanto valore in sé, ed opportunamente utilizzato: sede di galleria regionale d’arte contemporanea, spazio per grandi esposizioni, iniziative di alta qualità. E’ un museo che non manca soltanto ad Ancona, ma alle Marche. E’ un obiettivo di grande impegno, anche finanziario che il Comune non potrebbe garantire da solo ma che andrebbe perseguito per costruire una raccolta di alta qualità con opere di artisti come, solo per citare alcuni marchigiani: Bartolini, Bucci, Cagli, Cucchi, De Dominicis, Fazzini, Licini, Mattiacci, Piattella, Pomodoro, Trubbiani, Uncini, Valentini, Vangi, ecc.
Tutto ciò impone l’esigenza di una politica comunale di valorizzazione del centro storico capace di investire i vari soggetti istituzionali di riferimento (Stato, Regione, Soprintendenze, Forze Armate, Archidiocesi) promuovendo una visione d’insieme che leghi recuperi e funzioni, conservazione e utenza dei beni archeologici e dei beni paesaggistici, delle chiese e dei musei, di quella che è la parte più ricca e alta memoria della città. Nel frattempo devono procedere senza intoppi i lavori di ampliamento della Pinacoteca e del Museo della Città.
3.4 Le coste, l’ambiente marino e il Cònero
Dopo il terremoto del 72 c’è stato un crescente interesse popolare che ha portato alla creazione del parco del Cònero e alla scoperta di Portonovo e Mezzavalle. Ma anche una nuova considerazione del Passetto, le grotte scavate nei decenni, spesso presidio della falesia sovrastante, dal Cardeto al Trave, e una nuova consapevolezza sull’uso pubblico della nostra splendida costa. Ancona deve garantire la pubblica fruizione delle spiagge e delle coste, sia negli spazi attrezzati che nelle aree libere che vanno salvaguardate da Palombina, Torrette, Cardeto, Passetto, Trave, Mezzavalle e Portonovo. Il recente spostamento del campeggio Adriatico sulla cosiddetta Area del Contadino, è l’opportunità per attuare il progetto di riqualificazione, con la compartecipazione del Comune, dell’Ente Parco, della Soprintendenza e delle Associazioni, per la bonifica dell’area, l’allargamento della zona umida dei laghetti, zone a servizio dei cittadini. I parcheggi vanno realizzati a monte, a Portonovo si arriva bene con i mezzi pubblici, ancora meglio a trazione elettrica. Il campeggio comunale “la Torre” va salvaguardato e migliorato offrendo servizi anche per i fruitori della Baia.
Tutti i litorali di Ancona dovranno garantire spazi liberi, curati, puliti e sicuri anche per coloro che intendono godere il mare e la costa in modo semplice e economico.
Tutti gli operatori di spiagge in concessione che nel corso degli anni hanno contribuito a qualificare l’offerta diversificata e di qualità devono avere la certezza che il Comune è un soggetto attivo per la crescita del turismo e dell’accoglienza e che collaborerà, con l’Autorità Marittima e l’Autorità Portuale, le Associazioni e le cooperative di pescatori alla salvaguardia e allo sviluppo.
Le grotte sono un bene ambientale da tutelare e da valorizzare e far conoscere. Il Comune cesserà ogni atteggiamento ostile e proporrà, in alternativa al cosiddetto Piano di recupero ambientale già predisposto, la progettazione “partecipata”, con i grottaroli, gli operatori, le Associazioni che da tempo si stanno occupando del problema, l’Ente Parco i fruitori della costa e ricercando l’ausilio dell’Università Politecnica delle Marche. Ancona deve valorizzare tutta l’area del Cònero nelle sue diverse specificità. Ad esempio, a Massignano, c’è un sito, unico al mondo che è lo standard globale che consente di conoscere i meccanismi climatici che governano l’evoluzione della vita del nostro pianeta. Altri siti geologici di rilevanza mondiale, già attrezzati e accessibili al pubblico sono presenti nelle cave abbandonate di Fonte D’Olio, e uno stratotipo globale per l’epoca Miocene è stato recentemente stabilito sulla Falesia del Monte dei Corvi dall’ Unione Internazionale delle Scienze Geologiche. E’ stata scoperta ciò che sembra essere una mappa del bacino dell’Aspio, incisa sulla roccia sulla sommità del Cònero , di probabile età neolitica che rappresenta uno dei più antichi casi di Piani Regolatori del territorio fatto dall’uomo. Probabilmente fra le più antiche mappe incise sulla roccia esistenti al mondo. Il Cònero e Ancona sono conosciuti nel mondo scientifico mondiale eppure tale patrimonio è sconosciuto proprio dalla città. La falesia dei 20 Km. di costa, dal cantiere a Numana, consentono di sapere cosa è successo in milioni di anni e cosa succederà in seguito, almeno nel Mediterraneo. E’ necessario che con il concorso del Parco, dell’Università e della ricerca, delle Sovrintendenze, di soggetti privati si possa proteggere, valorizzare, studiare e far conoscere queste ricchezze, di straordinaria importanza, non solo per Ancona, ma per l’intera umanità.
3.5 Una nuova politica della mobilità e dei trasporti
Piani di mobilità e spostamenti casa-lavoro. Parcheggi scambiatori, corsie preferenziali per i mezzi pubblici; incentivazione di forme aggregative di mobilità individuale. Progetti innovativi di trasporto merci su ferrovia, potenziamento dell’uso metropolitano della ferrovia e nuovi sistemi (scale mobili, tappeti mobili) che consentano di muoversi liberamente in città.
A titolo di esempio proponiamo la realizzazione di un ascensore all’interno del fabbricato “Casa del Portuale” in grado di facilitare la risalita da lungomare Vanvitelli fino ai pressi di piazza del Senato. Percorribilità pedonale sicura per tutti i cittadini, anche da Collemarino a Torrette a Palombella deve essere garantito un percorso pedonale e ciclabile sicuro. Misure efficaci per i percorsi frazionali, dissuasori di velocità che impediscono di trasformare strade, come quella del Cònero , in piste da corsa, e per realizzare alcuni interventi come ad esempio un semaforo sulla strada per Paterno e per ridurre il traffico in via Esino ove insistono un asilo con decine di bambine e bambini e un Istituto con centinaia di studenti.
Le grandi infrastrutture come il raddoppio della ferrovia Orte- Falconara, il collegamento tra il porto e l’A14, la creazione di una nuova linea ferroviaria Adriatica, il completamento delle opere del Porto necessitano di una decisione sovra comunale e di garanzie certe di finanziamenti da parte del Governo. Il Comune è pronto a collaborare e ad esercitare le proprie autonome iniziative. Per quanto riguarda il collegamento tra il porto e l’A 14 è necessaria una maggiore collaborazione da parte di ANAS, Società Autostrade e soggetto promotore, per rimediare le criticità finora emerse nel progetto: non è prevista l’entrata diretta al porto con forti interferenze con la viabilità della ZIPA, sede di importanti attività (Fiera della Pesca, Mercato ittico, attività industriali, commerciali, servizi, ecc.), sovrapponendosi al traffico locale; le tariffe di pedaggio per la strada e per i parcheggi che non possono mettere il porto fuori concorrenza anche in considerazione del fatto che il tracciato previsto allunga il percorso e i costi per gli autotrasportatori e per i passeggeri con auto al seguito.
Va attuata un’attenta e rigorosa verifica del piano di viabilità attuato a seguito dello studio effettuato dal prof. Casiroli. Anche perché, essendo venuta meno l’attuazione dell’asse attrezzato - che sarebbe stato completato entro il settembre 2007 – ( che tra l’altro, secondo lo stesso studio avrebbe liberato dal traffico i quartieri di Torrette, Pinocchio, Stazione, Piano S. Lazzaro, corso C. Alberto, via Giordano Bruno, via Cristoforo Colombo, via Martiri della Resistenza e Grazie Tavernelle), occorre riesaminare il piano del traffico e della viabilità. Inoltre con lo spostamento a Torrette del Salesi diverrà insostenibile la viabilità (già congestionata e pericolosa) a Torrette e insopportabile la carenza di parcheggi nei pressi del complesso ospedaliero che potrebbe agevolmente almeno raddoppiare gli spazi di sosta sfruttando le pendenze stradali all’interno della stessa area e realizzare un uscita ulteriore verso la variante. Coinvolgere la Regione e l’ASUR affinchè si facciano carico del problema. Inoltre vanno realizzati collegamenti per il traffico leggero affinchè coloro che devono entrare nella variante non siano costretti a passare per Torrette. Infine con la Regione e Cònero bus occorre che interi quartieri, come Ponterosso, Brecce Bianche, Aspio, Baraccola, Monte Dago, devono essere collegati direttamente con il polo ospedaliero di Torrette.
Va completata l’autostazione presso la stazione ferroviaria (area ex Verrocchio) e, d’intesa con FS, individuato un parcheggio a servizio dei clienti.
4.1 Una nuova politica economica
La crisi internazionale, finanziaria e economica, sta provocando gravissime conseguenze nel tessuto industriale della città e della Regione.
Il Governo italiano balbetta mentre esplodono il ricorso alla cassa integrazione, i licenziamenti e la precarietà.
Il Comune, in collaborazione con altri Enti, in stretto accordo con le associazioni delle imprese del commercio, dell’artigianato, delle libere professioni e con le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei pensionati, intende dare un proprio contributo per favorire nuove opportunità di impresa e di occupazione.
E’ necessario puntare sull’ innovazione (come le produzioni energetiche alternative e agricole di qualità), sui servizi qualificati e sul sostegno alle piccole e medie imprese, instaurando finalmente un rapporto stretto con l’Università, il sistema formativo e gli Istituti bancari.
Intere generazioni di giovani avvertono che il proprio futuro sarà peggiore di quello dei propri genitori.
Noi vogliamo ridare ai giovani la speranza di futuro!
Il Comune, pur nei limiti delle proprie competenze, vuole contribuire agendo in molteplici direzioni:
- promuovere un intervento comunale, nell’ambito di una legislazione nazionale e regionale, teso a istituire un reddito sociale;
- erogazione monetaria di sostegno, per le categorie colpite da interruzioni di lavoro, cassa integrazione, fallimenti;
- un nuova politica per la casa (la vecchia graduatoria contava 800 aspiranti, quella in corso di esame ne conta 1.200. Cifra che testimonia un grave problema sociale) che preveda stanziamenti straordinari ed aggiuntivi per l’edilizia economica e popolare; l’incentivo a realizzare le case ad un affitto concordato, la diversificazione dell’offerta abitativa come il co-housing e la realizzazione di case a zero consumi di energia. Nella fase attuale è necessario acquistare, da parte dell’ERAP, quote di fabbricati in costruzione invenduti. Ciò potrà alimentare un circolo virtuoso per l’economia e dare risposta alle centinaia di cittadini in attesa di un’abitazione a costi accettabili.
- una politica del credito che sostenga i mutui per i compratori a tassi contenuti e finanzi correttamente le imprese;
- una nuova politica sugli edifici e attrezzature scolastiche ricorrendo anche a forme di “mecenatismo” che miri a rendere le scuole confortevoli, comode, accoglienti. Si potrebbe realizzare il programma “adotta una scuola” in grado di coinvolgere benestanti, imprese, Associazioni che vogliono contribuire al bene della propria città.
- valorizzazione dei mercati pubblici cittadini, a partire dalla realizzazione del progetto del mercato del Piano, mercato delle Erbe, di Collemarino ecc. anche creando spazi dedicati per le attività dei gruppi di acquisto solidale, o promuovendo appuntamenti cadenzati per la vendita di prodotti di agricoltura biologica. Dare spazio a nuove attività commerciali e a prezzi più contenuti. Evitare che Ancona perda il Mercato ortofrutticolo all’ingrosso sul quale pende l’ordinanza di sfratto per il 24 giugno 2009. Al Mercato operano otre 30 lavoratori, conferiscono prodotti agricoli di qualità decine di agricoltori locali, si riforniscono i Gruppi di Acquisto Solidale e tante famiglie. Sarebbe una grave perdita anche per i cittadini consumatori e per i mercati rionali che non potrebbero vendere frutta e verdura di qualità prodotti delle nostre terre.
4.2 Cresce il Porto: Ancona cambia e si sviluppa
L’area portuale è la più grande concentrazione economico-produttiva della Regione.
Vi operano centinaia di imprese e migliaia di lavoratori, dai trasporti alla pesca, dalla cantieristica alle piccole e medie imprese con produzioni diversificate.
Il porto deve mantenere la polifunzionalità che lo contraddistingue: commerciale, peschereccio, industriale, turistico e stazione di “autostrada del mare”.
Il Comune collaborerà in modo positivo con tutte le Autorità preposte: Autorità Portuale, e Capitaneria di porto Guardia costiera, Ministeri ed altri enti locali, affinché venga realizzato il Piano regolatore del Porto e le opere previste nei piani operativi triennali approvati dal Comitato Portuale recepiti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Purtroppo dal 2001 i Governi di centrodestra non hanno stanziato alcun finanziamento per il porto di Ancona ed hanno revocato persino i modesti interventi approvati dal Governo Prodi. Il centro destra, con il decreto legge del ministro Lunardi aveva persino declassato il porto di Ancona. Grazie alla nostra netta opposizione e al ruolo svolto dalla Conferenza dei Presidenti di Regione siamo riusciti a sventare l’ennesimo tentativo di colpire Ancona. Il Comune, d’intesa con gli altri Enti e la Regione, l’Autorità Portuale e con le forze economiche e sociali, produrrà ogni sforzo utile a completare le opere.
Inoltre il Comune entra con propri rappresentanti, a titolo gratuito, nella Società Traiano, costituita (come avvenuto in altre città portuali), per la progettazione del fronte-mare del porto di cui si è ampiamente trattato in precedenza.
Dobbiamo progettare, come sarà nei prossimi duecento anni la parte storica della città che si affaccia sul mare. Un progetto creativo di oltre 1500 nuovi posti di lavoro e che deve essere attuato senza ridurre le attività portuali. Ciò è necessario anche per superare gradualmente l’attuale organizzazione della sicurezza portuale che ha determinato il reticolato-frontiera tra il porto e la città.
Occorre collaborare per la completa attuazione delle opere previste per il distretto della nautica da diporto e cantieristica del lusso che in Ancona rappresenta un’eccellenza produttiva e collaborare con l’Autorità Portuale per evitare che la BUNGE possa attuare smembramenti della propria attività, salvaguardando i posti lavoro diretti e dell’indotto.
4.3 Innovazione, nuova occupazione, e-Governement, tutela dell’ambiente
Di fronte alla crisi finanziaria, economica e produttiva internazionale, i grandi Paesi stanno predisponendo programmi straordinari che mirano alla ripresa puntando sulla tutela dell’ambiente come una grande risorsa, su un piano per le infrastrutture di reti di trasporto, telematiche, energetiche.
Ancona può fare la sua parte e trarne vantaggi produttivi, economici e occupazionali.
In cinque anni l’obiettivo che si propone è la realizzazione di un programma che realizzi “mille tetti fotovoltaici”, a costo zero per i cittadini.
Il Comune deve dare il buon esempio. Tutti i fabbricati che ospitano funzioni pubbliche, (da definire in stretto accordo con le Sovrintendenze), devono essere dotate di impianti fotovoltaici: Uffici del Comune, della Provincia, della Regione, delle scuole (dalla materna all’Università), i centri commerciali e le aree artigianali e industriali. Nel contempo proponiamo che i grandi stabilimenti siti nel territorio comunale:
ad esempio le officine ferroviarie, i fabbricati ex Tubimar dell’Autorità Portuale e i padiglioni fieristici ospitino impianti fotovoltaici. Centinaia di migliaia di metri quadrati che producono energia a basso costo e riducono la “bolletta energetica” e la “bolletta ambientale”.
Inoltre si propongono:
- uno “specifico” progetto che riguarda le banchine del porto storico ove attraccano i traghetti e le navi crociera che alimentano il proprio bisogno energetico con l’accensione dei motori di bordo. Ciò provoca un sensibile inquinamento da gas di scarico e da rumore. La collaborazione tra Enti pubblici, Autorità Portuale, Enel e imprese deve realizzare impianti elettrici di terra che forniscono l’energia necessaria alle navi.
Si tratta del progetto “motori spenti, emissioni zero”.
- un nuovo acquedotto, anche di carattere sovra comunale, per distribuire acqua da utilizzare per usi “non domestici” (giardini, zone agricole, zone industriali, zona portuale) e agevolazioni per costruire pozzi nei giardini e nelle zone agricole. Ciò consentirà di risparmiare il bene prezioso dell’acqua potabile e di non lasciare a secco fiori e piante, industrie e attività agricole.
- Il bosco urbano di Vallemiano, già individuato lungo la valle del Miano. Tale realizzazione assume il carattere di compensazione rispetto alle emissioni di Co2 e dovrà essere finalizzato alla riforestazione dei territori, con piante autoctone, per l’assorbimento di carbonio in linea del piano nazionale di riduzione di gas serra in adempimento al protocollo di Kioto.
- Il Consorzio Intercomunale Cònero Ambiente che si occupa del servizio rifiuti: un servizio relativamente giovane in quanto solo da pochi anni si è accentuata l’attenzione per la tutela ambientale per cui le metodologie e l’impiantistica sono in continua evoluzione, dovrà valutare tra gi altri il cosiddetto sistema THOR che consente, senza pericoli per la popolazione, di convertire tutti i rifiuti in combustibile creando profitto anzichè costo, nuove risorse e posti di lavoro. La tecnologia THOR (Total HOuse-waste Recycling ovvero riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è un sistema innovativo a basso impatto ambientale inventato e collaudato dal CNR ISMN, per il trattamento e lo smaltimento di RIFIUTI SOLIDI URBANI. La tecnologia THOR permette di ottenere materiali chimicamente modificati senza impiego di energia termica. Il prodotto del trattamento è costituito da un combustibile industriale con una composizione povera di elementi pericolosi durante la combustione in sostanziale sterilità. Dato che l’intero ciclo è meccanico, non si hanno emissioni in atmosfera di alcun genere, non si realizzano condizioni di incenerimento, pirolisi o altro fenomeno termico che possono dare luogo a produzioni di sostanze pericolose. La tecnologia THOR elimina gli odori e il percolato, il prodotto finale è sterilizzato, non produce emissioni pericolose in atmosfera e impiega spazi e risorse logistiche limitate (possibili impianti mobili). L’impianto prototipale è stato realizzato per la prima volta nel 2005, nel 2007 è stato realizzato il primo impianto industriale
- Ancona può sfruttare le opportunità del progetto e-Governenment finalizzato a realizzare l’informatizzazione degli enti pubblici italiani, in collaborazione con la regione Marche e con altri Comuni, imprese e cittadini. Un circolo virtuoso che può produrre risparmi per il Comune e per i cittadini e che può essere implementato anche per altri scopi, dalla semplificazione delle pratiche, alla sicurezza e all’assistenza dei cittadini.