Programma “under 30″
LE GRANDI RISORSE DI UNA “CITTA’ RINGIOVANITA”
Investire nel futuro per trasformare il presente
Proposte per una new generation protagonista dell’agenda politica:
più fondi e spazi per associazionismo e volontariato culturale e sociale
un box informativo e un giornale on line, sostegno all’arte di strada
fondi per favorire l’occupazione e ridurre la marginalità
servizi di trasporto pubblico notturno anche per gli studenti
La nostra città ha bisogno di un cambio di gestione nella sua gestione, di una trasformazione profonda della sua amministrazione che comporti anche un incremento del livello di partecipazione attiva della cittadinanza nella gestione della cosa pubblica, tramite una maggiore trasparenza delle linee guida dell’amministrazione e di come le risorse vengono gestite, distribuite e investite.
In particolare, crediamo che i giovani debbano entrare maggiormente nell’agenda politica del territorio. Essi, infatti, rappresentano spesso una categoria anagrafica fantasma: pochi sono gli spazi di aggregazione sociale, esigui gli stimoli culturali e ricreativi, troppo scarsi, o forse affatto presenti, i servizi offerti. Accade dunque che molti giovani del capoluogo dorico decidano di andare a studiare o lavorare fuori città, non tanto per la mancanza di qualità delle nostre facoltà o la particolare carenza di lavoro, bensì perché non vedono Ancona come un capoluogo attraente, denso di possibilità, un luogo dove le loro attitudini e i loro interessi possano essere sviluppati. Questa “diaspora” ha un costo incalcolabile per Ancona, in termini di innovazione, crescita, attrattività dei suoi spazi.
L’Amministrazione comunale deve porre al centro della gestione politico-amministrativa i giovani, con l’intera cittadinanza, aiutando lo sviluppo degli interessi individuali e collettivi, offrendo opportunità, servizi e stimoli.
Autorganizzazione ed Associazionismo
Ancona, relativamente al numero di abitanti, è la città italiana con il maggior quantitativo di associazioni e gruppi di volontariato. Questo dato viene spesso taciuto o trascurato, ma è sicuramente molto significativo. Sta infatti a evidenziare che non è affatto vero che la cittadinanza sia svogliata, né che “questi giovani di oggi” siano solo dei “bamboccioni” viziati, pronti a pretendere senza mai mettersi in gioco in prima persona. Ancona dispone di un capitale sociale preziosissimo, che va valorizzato perché portatore di una concezione di sviluppo basata sulla solidarietà, sull’integrazione, il dialogo, lo scambio.
E’ lungo l’elenco delle iniziative cittadine culturali, sociali e ricreative che provengono da gruppi auto-organizzati e volontari.
Purtroppo però queste organizzazioni, riconosciute o meno, non dispongono delle informazioni, degli aiuti e dei fondi necessari per portare a termine le loro iniziative.
Noi crediamo che il Comune debba istituire un forum permanente con tutte queste realtà. Non per farsi carico delle istanze di tali gruppi e decidere nel chiuso delle sale del palazzo, bensì per concertare con loro la destinazione di fondi che incentivino queste forme di volontariato e per spronare la messa in rete delle competenze e delle capacità di cui queste realtà sono portatrici.
La conoscenza reciproca e la contaminazione di ambienti sociali e culturali specifici ha sempre portato a grandi innovazioni ed idee ben costruite ed organizzate.
A questo scopo si dovrebbe destinare un ufficio pubblico all’assistenza di coloro che hanno bisogno di informazioni (la burocrazia spesso è una delle minacce peggiori per chi ha voglia di fare e non conosce esattamente le prassi) e che allo stesso tempo possa fungere da ufficio tecnico per le manifestazioni senza scopo di lucro.
Contestualmente, anche la circolazione dell’informazione diventa fondamentale. Proponiamo quindi un giornale periodico pubblico e gratuito, distribuito nei punti nevralgici della città, che faccia conoscere alla cittadinanza le iniziative del terzo settore e i servizi dell’Amministrazione comunale in favore di quest’ultimo. Il giornale dovrebbe essere reso disponibile anche on-line su una sorta di “portale permanente del terzo settore” che contenga, tra le altre cose, una sorta di data-base dell’associazionismo anconetano.
A fronte di una modesta spesa pubblica per tale scopo, l’indotto per l’intera città sarebbe enorme, sia in chiave economica che socio-culturale.
Una delle principali ricadute positive della forte presenza sul territorio di associazioni artistico culturali consiste in una sostenuta produzione artistica, sia quella normalmente intesa che quella definita “di strada”. Riteniamo questo un aspetto fondamentale per lo sviluppo della cultura della nostra città. La ricerca e la produzione di arte è un elemento trasversale alle culture presenti ed è un ottimo collante multiculturale e generazionale.
Anche per questo motivo vanno incoraggiate e sostenute manifestazioni pubbliche che segnino il livello e la capacità produttiva ed aggregativa della nostra città. Esempi ne sono il famoso festival “Cittadella Live”, un tempo fiore all’occhiello della nostra regione, che attirava gruppi da tutta Italia dando la possibilità alle band emergenti di farsi conoscere in quella splendida cornice naturale che è il parco della Cittadella; così come il festival “Juice” alle Tavernelle Tavernelle, un incontro di pittori di strada (writers) che hanno ridipinto con vere e proprie opere d’arte le pareti di gran parte del quartiere.
Pensiamo che siano necessarie anche delle sale prove pubbliche (almeno 5/6) per le band emergenti che ancora non dispongono delle somme necessarie per comprare, allestire e gestire un proprio spazio di “rodaggio” e registrazione. Pensiamo al recupero del Supercinema Coppi con giusto Centro Civico musicale e polifunzionale.
Pensiamo ad una “Casa della Musica” pubblica che funzioni, un progetto che comprenda sale prove, appunto, un piccolo studio di registrazione ed un auditorio per l’organizzazione di concerti e manifestazioni musicali.
Mobilità e riduzione del danno
I giovani, tra le altre cose, rappresentano per la città una notevole fonte di reddito (case, cene, locali, trasporti, shopping…). Eppure, essi non vengono considerati quando si prendono decisioni strategiche e politiche sulla città, quasi fossero cittadini di serie B.
Ciò vale in misura anche maggiore per tutti quei giovani che non sono in realtà originari di Ancona, bensì vengono per studiare all’università. Questa fetta di popolazione studentesca, definita “fuori sede”, non essendo residente nel Comune, non gode del diritto di voto ed è priva dello strumento primario per incidere sugli equilibri politici ed amministrativi.
Molti studenti spesso e volentieri sono privi di un mezzo di trasporto privato ed utilizzano quelli pubblici, soffrendo delle carenze di questi e della impossibilità di spostarsi liberamente, specie dopo cena.
Noi crediamo che per gli studenti serva un servizio di trasporto notturno che dia loro la possibilità di vivere la propria vita di studente, anche aggregativa e sociale, senza soffrire dei limiti della nostra città.
Basterebbe collegare con una navetta oraria i principali centri di Ancona: piazza Cavour, la Stazione, il Piano, il Pinocchio ed i quartieri nuovi, tornando in centro passando per Tavernelle, Collemarino, Torrette a nord.
Altro aspetto è quello della mobilità nel fine settimana. Come ben sappiamo troppi giovani (e non) guidano in stato di ebbrezza con rischi immensi per la salute propria, altrui, e della propria patente.
Noi proponiamo un servizio notturno di trasporto pubblico orario per il venerdì ed il sabato che colleghi quelli che sono i centri aggregativi della città, dal centro alla “città del cinema” e alle discoteche limitrofe. Con un prezzo del biglietto che copra completamente le risorse impiegate per tale servizio (2 euro a tratta) si eviterebbero tante tragedie, si darebbe la possibilità di uscire a piedi senza correre rischi e si utilizzerebbe una politica di riduzione del danno, non di repressione.
Salario sociale
Un problema dei nostri tempi, forse il peggiore tra tutti, è il livello di precarizzazione della vita. Con l’introduzione del lavoro atipico e della flessibilità non solo il lavoro è divenuto insicuro, instabile, precario, ma anche la vita di ognuno e le esigenze più sane del genere umano, come quella di avere una famiglia, una casa, un reddito, sono diventate lontane speranze. Le generazioni precedenti alla nostra hanno passato anni duri, ma questa è la prima volta che una generazione sa che molto probabilmente starà economicamente e psicologicamente peggio negli anni a venire.
La crisi poi ha accentuato questo dramma, tanto che la cassa integrazione colpisce anche chi fino a poco tempo fa era sicuro del proprio posto di lavoro. Per quanto riguarda chi è comunemente definito “precario”, la situazione peggiora ulteriormente perché da lavoratore saltuario, a progetto, interinale, diviene un ostracizzato dal mondo del lavoro. Non più lavoratore instabile ma “stabile disoccupato” e per di più invisibile.
La collettività ed anche il Comune di Ancona (come nel caso di Brescia ad esempio) devono farsi carico di questa situazione. Certo, servirebbe un intervento regionale (come nel Lazio) o addirittura nazionale (Inghilterra etc.), ma il Comune deve trovare dei fondi da redistribuire per favorire l’occupazione e ridurre la marginalità sociale derivante dal non lavoro.
Pensiamo ad una doppia tipologia di erogazione: una diretta, con un assegno mensile per chi perde o non ha il lavoro, ed una indiretta espressa in termini di riduzione del costo delle utenze, dei servizi, delle necessità, comprensiva quindi anche di una delle necessità sociali ed umane fondamentali qual è la cultura.
Inoltre proponiamo un sussidio anche per i giovani monoreddito, al di sotto di una certa soglia, che vogliano rendersi indipendenti dal nucleo familiare, al fine di favorire e promuovere l’emancipazione giovanile.