Mozione sul conflitto di interessi

 Il Consiglio Comunale di Ancona, 

vista la mozione n. 953/2009, a firma dei Consiglieri del Gruppo PdL del Comune di Ancona, con la quale si chiedono le dimissioni di un Assessore per un supposto, ancorché non dimostrato, conflitto di interessi argomentato dal fatto che l’Assessore ha ceduto al proprio congiunto le quote di una Società che ha ricevuto incarichi professionali dal Comune di Ancona e che tale comportamento confliggerebbe con il Testo Unico sugli Enti Locali e con la Costituzione della Repubblica Italiana;

considerato che il tema del conflitto di interessi rappresenta in Italia uno dei più gravi quanto irrisolto problema per l’inquinamento che ha determinato in tanti settori del Paese;

visto che proprio le forze politiche dei proponenti hanno sempre impedito l’approvazione di norme tese a rimuovere il conflitto di interessi che coinvolge numerosi e importanti esponenti politici di Governo, parlamentari, Amministratori che si sono trovati e/o si trovano in evidente e acclarato conflitto di interessi tra l’incarico pubblico rivestito e la propria attività professionale  o imprenditoriale come ad esempio l’ex Ministro dei lavori pubblici Pietro Lunardi che dopo aver ceduto le quota della propria Società ai familiari, la stessa ha ottenuto consistenti commesse pubbliche, durante il periodo in cui il Ministro è stato titolare del Dicastero e persino da Società controllate o concessionarie del Ministero; il Ministro On. Altero Matteoli salvato dalla maggioranza di centrodestra della Giunta per le Autorizzazioni della Camera dei Deputati che ha negato l’autorizzazione a procedere nei confronti del Ministro accusato di favoreggiamento per aver avvisato il prefetto di Livorno di una inchiesta a suo carico e che continua tranquillamente a fare il Ministro e il parlamentare; il Presidente del Consiglio dei Ministri, principale editore in Italia, detentore in conto proprio o attraverso i propri familiari di numerose reti televisive, case editrici e quotidiani e che proprio per l’incarico di Governo incide sulle concessioni governative private  e sulle reti pubbliche, oltreché sulla raccolta del mercato pubblicitario collegato all’editoria; che per lo stesso Presidente sono state approvate dal centro destra una serie di “leggi ad personam e il lodo Alfano” in modo da renderlo irresponsabile e ingiudicabile per ogni tipologia di reato come ad esempio la corruzione, la falsa testimonianza, l’evasione fiscale, la frequentazione di minorenni l’uso di scorte e  mezzi statali per il trasferimento di escort in sedi private e/o pubbliche, ecc.;

il Consiglio Comunale

rivolge un vivo appello affinchè il Parlamento approvi quanto prima una legge che regoli il conflitto di interessi tra cariche pubbliche e attività private prendendo spunto dalla legislatura dei principali paesi europei, degli Stati Uniti d’America, del Canada, non dei paesi soggetti a regimi illiberali e dittatoriali; norme che prevedano come minimo l’incompatibilità tra incarico pubblico e concessioni governative quali quelle radiotelevisive;

chiede nel frattempo che il Presidente del Consiglio, i Ministri  e i Parlamentari  che si trovano in evidente conflitto di interesse, o inquisiti per gravi reati, si dimettano dal proprio incarico;

il Consiglio Comunale ritiene altresì che una volta approvata la norma che vieta la cessione delle proprie quote societarie ai familiari, si dimetta l’Assessore alla Cultura del Comune di Ancona.

 

 

Il Capogruppo Sinistra per Ancona

On. Eugenio Duca

 

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