Quello di Livilla Sivocci, classe 1940, nonna di tre nipotini, è un nome molto conosciuto tra i politici più o meno riciclati di queste elezioni amministrative. Dipendente comunale per quasi trent’anni di cui almeno una buona metà trascorsi all’Economato, prima come vice e poi come economo, e l’ultimo come dirigente all’Ufficio Sport. Un percorso lavorativo insomma iniziato sotto il sindaco Angelini, perseguito con Trifogli e Monina e concluso con Franco Del Mastro. Esperienza gestionale da vendere che l’ha vista in prima linea nel coordinamento delle operazioni di aiuto sia nell’emergenza terremoto (1972) che in quella frana (1982). Ora, dopo tanti anni di riposo la scelta di tornare in campo.
Che cosa ha spinto un ritorno così deciso nelle fila di Eugenio Duca?
I motivi sono tanti, ma il principale è che mi sono stancata di vedere la nostra città spinta al degrado da amministrazioni cha da troppo tempo non hanno al cuore la gestione corretta della cosa pubblica. Ho tre nipotini che si meritano di vivere in una città più bella guidata da uomini e donne spinti da spirito di servizio e da entusiasmo. Eugenio Duca è uno di questi. E’ un uomo coerente che ha avuto il coraggio di fare scelte giudicate a volte impopolari, ma che non ha voluto piegarsi ai giochi dei potenti di turno. Forse per questo in molti non lo vogliono alla guida della sinistra unita.
E a proposito di sinistra, qualcuno troverà strana la sua candidatura con Sinistra per Ancona, viste le sue origini istriane (è nata a Pola ndr), e il suo stato di profuga costretta all’esodo…
Potrebbe sembrare strano ma non lo è. Per troppi anni questa tragedia è stata strumentalizzata, quando in un verso quando in un altro, da tutte le forze politiche. Ormai, dopo la legge che istituisce il Giorno del Ricordo i 10 febbraio, le cose si sono chiarite, almeno per quanto riguarda me e tutti i profughi che non si sono mai sentiti null’altro che italiani. Ognuno di loro, ognuno di noi aveva la sua fede religiosa e quella politica. Nelle foibe ci sono finiti fascisti e comunisti, democristiani e persone che con la politica non avevano nulla a che fare. Sono stata consigliere di circoscrizione per il PDS diversi anni fa. E anche ora mi sento vicina alla sinistra ma credo che l’unica sinistra in grado di governare in modo concreto Ancona, in netta discontinuità con le precedenti amministrazioni, sia quella di Duca.
Che cosa si porta dentro dell’esperienza di funzionario comunale?
Una grande crescita professionale e la certezza che anche lì, come in tutti gli altri aspetti della gestione pubblica, serve un grande sforzo di ottimizzazione delle risorse e di valorizzazione delle professionalità. Ci sono sempre state e ci sono ancora persone molto in gamba nelle realtà pubbliche che aspettano solo di poter dimostrare quanto valgono e di essere gratificate in qualche modo. Anche solo con una pacca sulle spalle.
E quindi che cosa vorrebbe fare se avesse la possibilità di diventare Consigliere Comunale?
Lavorerei per una seria e programmata riqualificazione delle frazioni che sono una vera e propria ricchezza per la città. E, naturalmente, mi batterei per la valorizzazione delle professionalità dei dipendenti comunali.