Prima della passeggiata sul Colle Guasco - piazza San Francesco alle Scale, guidata da personalità eccellenti della città che volontariamente mettono a disposizione le proprie conoscenze e competenze per il bene della città e che hanno accolto l’invito di Eugenio Duca, il candidato Sindaco di Sinistra per Ancona ha approfittato per ribadire le sue convinzioni sulla necessità di valorizzare e rilanciare il Centro Storico. “Ogni città è sostenibile e riconoscibile e vendibile dal punto di vista turistico per la peculiarità delle sue risorse paesaggistico-ambientali.
La filosofia del piano urbanistico deve affermare in via prioritaria “il diritto alla bellezza della città” e si devono utilizzare gli studi interdisciplinari per individuare e leggere le necessità e i bisogni della città.
La parte di città compresa tra il teatro delle Muse e la Cattedrale reclama una particolare attenzione per il suo altissimo valore storico-monumentale, al quale paradossalmente si accompagna un ingiustificabile stato di abbandono e degrado.
Tutto ciò impone l’esigenza di una politica comunale di valorizzazione del centro storico capace di investire i vari soggetti istituzionali di riferimento (Stato, Regione, Soprintendenze, Forze Armate, Archidiocesi) promuovendo una visione d’insieme che leghi recuperi e funzioni, conservazione e utenza dei beni archeologici e dei beni paesaggistici, delle chiese e dei musei, di quella che è la parte più ricca e alta memoria della città.
Nel frattempo devono procedere senza intoppi i lavori di ampliamento della Pinacoteca e del Museo della Città”.
Via innanzitutto i tre parcheggi di fronte alla chiesa di Santa Maria della Piazza. Poi totale recupero del Palazzo degli Anziani, che sarà la sede del Sindaco e del Consiglio comunale. Ciò darà nuovo valore alla zona, a partire da piazza del Senato e da piazza Stracca ove si affaccia la vanvitelliana Chiesa del Gesù, chiusa dal 1972, della quale è improcrastinabile il pieno recupero architettonico, con l’esposizione della tela del Gentileschi, attualmente in Pinacoteca.
Va completato il restauro della Chiesa di S. Bartolomeo (detta chiesa degli armeni) e chiedere alle autorità statali e ecclesiastiche la restituzione del grande quadro di Girolamo Siciolante da Sermoneta del 1570, un tempo sull’altare maggiore della Chiesa e – a seguito delle spoliazioni operate dal regno italico napoleonico – esposto dal 1821 nella sacrestia della chiesa di Calcinate, in provincia di Bergamo. Si tratta di un quadro che raffigura Ancona, il mercante armeno e testimonia la caratteristica multietnica di Ancona e il ruolo che rivestiva nel Mediterraneo.
Un aspetto essenziale delle chiese storiche, ma anche dell’anfiteatro e di altri beni monumentali, è l’apertura continua e certa al pubblico. A tal fine si propone, d’intesa con le proprietà, un volontariato di servizio di custodia e di guida.
Vi sono poi tre complessi da recuperare e per i quali è necessario il concorso dello Stato, della Regione e del concorso di Fondazioni Bancarie: l’area del Convento della chiesa di San Francesco delle Scale, distrutto dai bombardamenti del 1943, ove andrebbe realizzata la nuova biblioteca, stante l’inadeguatezza dell’attuale sede che va comunque riqualificata; l’anfiteatro oggetto negli ultimi decenni di soluzioni parziali, quando non contraddittorie.
Non sono mancati suggerimenti, come quelli di forte suggestione di Ralph Erskine, per la zona archeologica e non solo. Resta il fatto che l’area dalle pendici del Colle Guasco e del colle dei Cappuccini non ha ancora trovato una sintesi di progetto urbano. Il recupero del magistrale disegno vanvitelliano che dalla Lanterna, Arco Clementino, fino al Lazzaretto che va recuperato nella sua integrità e totalità, in quanto valore in sé, ed opportunamente utilizzato: sede di galleria regionale d’arte contemporanea, spazio per grandi esposizioni, iniziative di alta qualità. E’ un museo che non manca soltanto ad Ancona, ma alle Marche. E’ un obiettivo di grande impegno, anche finanziario che il Comune non potrebbe garantire da solo ma che andrebbe perseguito per costruire una raccolta di alta qualità con opere di artisti come, solo per citare alcuni marchigiani: Bartolini, Bucci, Cagli, Cucchi, De Dominicis, Fazzini, Licini, Mattiacci, Piattella, Pomodoro, Trubbiani, Uncini, Valentini, Vangi, ecc.
Tutto ciò impone l’esigenza di una politica comunale di valorizzazione del centro storico capace di investire i vari soggetti istituzionali di riferimento (Stato, Regione, Soprintendenze, Forze Armate, Archidiocesi) promuovendo una visione d’insieme che leghi recuperi e funzioni, conservazione e utenza dei beni archeologici e dei beni paesaggistici, delle chiese e dei musei, di quella che è la parte più ricca e alta memoria della città.
Nel frattempo devono procedere senza intoppi i lavori di ampliamento della Pinacoteca e del Museo della Città.