L’arroganza di alcuni candidati e le spese elettorali

Manca poco, pochissimo al termine della campagna elettorale, quella campagna che ha visto in campo tanti, troppi candidati sindaci e tante, troppe liste in una Italia che si sta sempre più conformando al bipolarismo. Se ci aveste fatto caso, nessun candidato ha “sparato” le solite percentuali a suo favore di blasonati o sedicenti tali previsioni; questo perché si avverte una forte componente: quella dell’astenzionismo, che però ritengo essere deleteria in questo caso dove i cittadini dovrebbero scegliersi il proprio Sindaco.

La parte del leone di questa campagna l’ha fatta l’affissione… fin da ben prima dell’inizio ufficiale già alcuni candidati (Bugaro e Galeazzi in testa) hanno riempito Ancona di manifesti 6×3 (si chiamano così quei manifesti giganteschi che si vedono in alcune zone della città) e di “vele” ovvero quei camion con dietro altri manifesti 6×3 che vengono spostati nelle varie zone “potenzialmente interessanti” giorno per giorno. Ma non sono mancati striscioni, autobus a 2 piani (300,00 euro al giorno l’affitto), spot presso i maggiori supermercati, e telefonate a privati cittadini (alcuni neppure in elenco contravvenendo così al diritto alla privacy).

Dall’inizio della campagna ufficiale, quella con gli spazi predefiniti e con i vari posti assegnati per sorteggio ad ogni lista, si è visto un continuo soppruso da parte di alcune coalizioni (Bugaro in testa come si vede dalle immagini) a discapito di chi è stato “ligio e responsabile occupando i propri spazi” ma ci sono stati abusi anche coprendo i propri colleghi di lista.

Questo comportamento, ordito da squadracce di “attacchini abusivi” che di notte sostituivano i manifesti o ci attaccavano i propri sopra quelli di altri candidati è una pratica sicuramente deplorevole che ancora una volta dimostra quanto poco rispetto “certi personaggi” hanno per il prossimo e per i concittadini.

Ma una cosa mi chiedo e Vi prego di chiedere ai vari candidati prima del voto: Quanto hanno speso per la propria campagna elettorale? E non fatevi abbindolare da cifre basse… l’affissione costa, la stampa costa, gli attacchini costano, il porta a porta costa, le pubblicità costano, gli spot video costano… Sapere come “sprecano” i propri soldi, è una base per capire come “sprecheranno” i nostri, quelli del Comune che andranno a gestire per i prossimi anni.

Date visibilità a questo messaggio e se potete, riempiteli di mail chiedendo in anticipo quanto hanno speso.
Prima, non dopo il voto.

Maurizio Moscatelli

ULTIMA ORA: spettacolo in Piazza, si fa lo stesso all’interno dei locali!

Nonostante il tempo non prometta nulla di nuovo per stasera lo spettacolo in Piazza del Papa si farà ugualmente grazie alla piena collaborazione dei locali della piazza. Già Angelie DJ sta suonando al NU54 e gli altri artisti si distribuiranno negli altri locali dove poi Eugenio Duca passerà a brindare.

Intervista a Livilla Sivocci, candidata per il Consiglio Comunale

Quello di Livilla Sivocci, classe 1940, nonna di tre nipotini, è un nome molto conosciuto tra i politici più o meno riciclati di queste elezioni amministrative. Dipendente comunale per quasi trent’anni di cui almeno una buona metà trascorsi all’Economato, prima come vice e poi come economo, e l’ultimo come dirigente all’Ufficio Sport. Un percorso lavorativo insomma iniziato sotto il sindaco Angelini, perseguito con Trifogli e Monina e concluso con Franco Del Mastro. Esperienza gestionale da vendere che l’ha vista in prima linea nel coordinamento delle operazioni di aiuto sia nell’emergenza terremoto (1972) che in quella frana (1982). Ora, dopo tanti anni di riposo la scelta di tornare in campo.

Che cosa ha spinto un ritorno così deciso nelle fila di Eugenio Duca?

I motivi sono tanti, ma il principale è che mi sono stancata di vedere la nostra città spinta al degrado da amministrazioni cha da troppo tempo non hanno al cuore la gestione corretta della cosa pubblica. Ho tre nipotini che si meritano di vivere in una città più bella guidata da uomini e donne spinti da spirito di servizio e da entusiasmo. Eugenio Duca è uno di questi. E’ un uomo coerente che ha avuto il coraggio di fare scelte giudicate a volte impopolari, ma che non ha voluto piegarsi ai giochi dei potenti di turno. Forse per questo in molti non lo vogliono alla guida della sinistra unita.

E a proposito di sinistra, qualcuno troverà strana la sua candidatura con Sinistra per Ancona, viste le sue origini istriane (è nata a Pola ndr), e il suo stato di profuga costretta all’esodo…

Potrebbe sembrare strano ma non lo è. Per troppi anni questa tragedia è stata strumentalizzata, quando in un verso quando in un altro, da tutte le forze politiche. Ormai, dopo la legge che istituisce il Giorno del Ricordo i 10 febbraio, le cose si sono chiarite, almeno per quanto riguarda me e tutti i profughi che non si sono mai sentiti null’altro che italiani. Ognuno di loro, ognuno di noi aveva la sua fede religiosa e quella politica. Nelle foibe ci sono finiti fascisti e comunisti, democristiani e persone che con la politica non avevano nulla a che fare. Sono stata consigliere di circoscrizione per il PDS diversi anni fa. E anche ora mi sento vicina alla sinistra ma credo che l’unica sinistra in grado di governare in modo concreto Ancona, in netta discontinuità con le precedenti amministrazioni, sia quella di Duca.

Che cosa si porta dentro dell’esperienza di funzionario comunale?

Una grande crescita professionale e la certezza che anche lì, come in tutti gli altri aspetti della gestione pubblica, serve un grande sforzo di ottimizzazione delle risorse e di valorizzazione delle professionalità. Ci sono sempre state e ci sono ancora persone molto in gamba nelle realtà pubbliche che aspettano solo di poter dimostrare quanto valgono e di essere gratificate in qualche modo. Anche solo con una pacca sulle spalle.

E quindi che cosa vorrebbe fare se avesse la possibilità di diventare Consigliere Comunale?

Lavorerei per una seria e programmata riqualificazione delle frazioni che sono una vera e propria ricchezza per la città. E, naturalmente, mi batterei per la valorizzazione delle professionalità dei dipendenti comunali.

 

I candidati di Sinistra per Ancona sottoscrivono il Codice Europeo di Comportamento

Vogliamo una città soddisfatta perché consapevole, responsabile, e quindi fortemente partecipata. Domani sera al Circolo Germondari grande conviviale dei candidati dell’Associazione Sinistra per Ancona e di tutti i sostenitori della candidatura a Sindaco di Eugenio Duca. La cena è stata organizzata per una speciale occasione: la sottoscrizione dell’accettazione, da parte di tutti i candidati al Consiglio Comunale e ai Consigli di Circoscrizione, del Codice europeo di comportamento per gli eletti locali e regionali. Si tratta di uno dei punti contenuti nel capitolo del programma dedicato al nuovo stile amministrativo, argomento molto a cuore ad Eugenio Duca e all’Associazione Sinistra per Ancona. “Noi preferiamo accettare e far accettare questo Codice da tutti i nostri candidati ancora prima di andare al voto – ha detto Eugenio Duca – per dimostrare sulla questione morale siamo assolutamente intransigenti. Ancona, e per la verità anche l’Italia, hanno bisogno di regole certe e di persone corrette che le facciano rispettare. Gli amministratori della nostra Ancona dovranno essere animati da spirito di servizio e mettersi a disposizione della città: non deve accadere il contrario”. Il programma in tutto questo è molto chiaro ed esplicito: basta con i privilegi, basta auto di rappresentanza, basta ingressi gratuiti a teatro o allo stadio. “Se sarò Sindaco questo stesso Codice - che interviene sui temi delle campagne elettorali, dei conflitti d’interesse, del cumulo delle cariche e della corruzione sarà adottato dal Consiglio con voto formale. Il Sindaco non presiederà alcuna Società o Fondazione, siano esse culturali, sportive, imprenditoriali come Marina Dorica, Muse, CONI od altro”. Un altro punto del programma prevede la valorizzazione del “volontariato” anche degli incarichi del Comune, con partecipazioni gratuite di chi si mette a disposizione e l’istituzione di un’ apposita onorificenza, ad esempio “cavaliere della città”, per coloro che prestano opera volontaria per il Comune e per i cittadini. “Altro argomento su cui né io né l’Associazione Sinistra per Ancona intendiamo transigere è quello della trasparenza unica strada da percorrere per ricostruire un buon rapporto tra l’Amministrazione e i cittadini. Tutte le spese e gli investimenti – ha continuato Duca – saranno rese note periodicamente attraverso gli organi di informazione, primi fra tutti quelli del Comune. Anche a tutti i miei amministratori chiederò di essere il più trasparenti possibile e per quello che mi riguarda ho già messo la dichiarazione dei redditi on line”. Di pari passo con la trasparenza potrà crescere anche l’amore dei cittadini per la cosa pubblica e quindi il loro coinvolgimento e la partecipazione democratica. In particolare i cittadini saranno coinvolti sui grandi progetti attraverso assemblee pubbliche che portino a decisioni condivise per il bene della comunità amministrata. Una grande opera di razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse è prevista anche per la macchina burocratica che dovrà essere efficiente, efficace e di facile accesso ai cittadini: il primo passo sarà quello della centralizzazione di tutti gli uffici nel Palazzo del Comune (cosa possibile non appena la Camera di Commercio si trasferirà nella nuova sede). Ciò consentirà una netta riduzione dei costi di gestione e, soprattutto consentirà di offrire un servizio migliore ai cittadini e alle imprese che ora, per concludere una pratica, sono costretti a girare per tutta la città.

Moscatelli a Gramillano sul cohousing: non parli di cose che non sa

Su èTV è andato in onda il confronto tra gli esponenti della sinistra Duca e Gramillano e vorrei dire al candidato del PD di non parlare di ciò che non conosce e mi riferisco al co-housing.

Da anni l’associazione che rappresento si batte per divulgare e far accettare questo stile di vita abitativo e da sempre l’Amministrazione Comunale, guidata proprio dalle stesse persone che ora la stanno sbandierando, ne rifiutano la realizzazione. Sto parlando del progetto sperimentale il “Borgo Biocasa” presentato ad Aprile del 2007 all’allora Sindaco Sturani prima e agli assessori competenti (edilizia, demanio, politiche sociali) poi: risultato gran pacche sulle spalle e nessuna apertura.

Oggi a caccia di voti, il PDI, guarda caso, mostra una apertura verso questo progetto (ma non è stato inserito nel Programma pubblicato); nessun cenno è presente nel programma circa gli aiuti e agevolazioni alle famiglie numerose e semi-numerose.

Le proposte che abbiamo sempre prospettato sono state rifiutate dalla giunta Sturani perché si chiedeva loro di divenire nostri partner e sono le stesse persone che oggi si dicono pronte ad accogliere il progetto.
Ma noi non ci crediamo più, e siamo sicuri che il “professore” abbia capito cos’è il co-housing visto che nel suo programma continua ad incentivare le “giovani coppie” come si evince dal programma pubblicato dal PDI-Gramillano dove non c’è nessun cenno alle famiglie, alle donne sole con figli, agli anziani.
Come sempre.

Differente il programma di Eugenio Duca che noi sosteniamo dove c’è ampio spazio per queste soluzioni ad iniziare dalla riqualificazione di aree abbandonate demaniali dove sarà possibile realizzare tali soluzioni sperimentali.

Ma veniamo al co-housing visto che il “professore” lo ha citato in diretta senza saper bene di cosa stesse parlando: Il co-housing, nato in Sandinavia negli anni ‘60 è nuovo modo di abitare con spazi e servizi condivisi tra persone amiche che si sono scelte e con cui si è progettata la comunità residenziale. Chi vive in co-housing, e oggi sono più di mille gli insediamenti di questo tipo nel mondo, vive una vita più semplice, meno costosa e meno faticosa decidendo innanzitutto cosa condividere: un micronido per i bambini, un orto o una serra, un living condominiale, un servizio di car sharing o una portineria intelligente che paga le bollette e ritira la spesa. Solo per fare qualche esempio.

Il co-housing non è un utopia ma l’esperienza quotidiana di migliaia di persone in tutto il mondo che hanno scelto di vivere in una comunità residenziale a servizi condivisi senza rinunicrae alla autnomia dell’abitazione con benefici dal punto di vista sia sociale che ambientale.

Di solito si tratta di 20-40 unità abitative,  per famiglie e single, che si sono scelti tra loro e hanno deciso di vivere come una “comunità di vicinato” per poi dar vita – attraverso un processo di progettazione partecipata -  alla realizzazione di un ‘villaggio’ dove coesistono spazi privati (la propria abitazione) e spazi comuni (i servizi condivisi).

La progettazione partecipata riguarda sia il progetto edilizio vero e proprio – dove il design stesso facilita i contatti e le relazioni sociali – sia il progetto di comunità: cosa e come condividere, come gestire i servizi e gli spazi comuni.

Le motivazioni che portano alla coresidenza sono l’aspirazione a ritrovare dimensioni perdute di socialità, di aiuto reciproco e di buon vicinato e contemporaneamente il desiderio di ridurre la complessità della vita, dello stress e dei costi di gestione delle attività quotidiane.

Professore, è sicuro di aver studiato e di sapere cos’è il co-housing?

Maurizio Moscatelli

LE SOLUZIONI PROPOSTE DALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE

La nostra associazione, supportata da primarie aziende sia nel settore delle costruzioni (rigorosamante in Bio-edilizia) che di soluzioni da fonti energetiche rinnovabili ha progettato soluzioni per:

1. Famiglie numerose e semi-numerose con spazi comuni sia all’aperto che al chiuso dove far co-esistere i propri figli in un ambiente protetto, sorvegliato da adulti, che però possa lasciar loro piena libertà di socializzare; ed ecco allora il micro-nido, la ludoteca, il locale per feste di compleanni e ritrovo, la biblioteca e/o sala audiovisivi e il doposcuola ma anche il parchetto con giochi all’aperto, il campetto di calcio, etc.

2. mamme single o separate con figli; in questo caso le abitazioni si riducono di molto in quanto la media di figli e 1 o al massimo 2 quindi le necessità abitative diminuiscono o nella stessa cubatura sarà possibile prevedere più abitazioni. Anche in questo caso il focus sono i figli: oggi se è presente un solo genitore che spesso è costretto a lavorare tutto il giorno per il sostentamento della famiglia, il grande problema è dove lasciare e a chi far seguire i propri figli quando escono dalla scuola. una soluzione in co-housing, con l’aiuto di personale preposto potrà assolvere brillantemente al problema se, come spesso accade, non ci si può affidare ai nonni (la miglior risorsa che abbiamo). E i costi verrebbero ripartiti tra tutti i co-houser abbattendosi drasticamente

3. anziani autosufficienti e spesso soli; con l’avanzare dell’età possono insorgere problemi di deambulazione e abitare in appartamenti grandi o ai piani alti dele normali abitazioni se senza ascensore può diventare difficile per un anziano. Capita anche, e a quste età è possibile che accada, il o la compagno/a di una vita li abbandona lasciandoli soli al proprio destino; spesso i figli, presi da impegni di lavoro e dalla propria famiglia non possono o non riescono a seguirli… In questo caso la soluzione di co-housing può assolvere a due compiti: dare una casa più “vivibile” e a misura di anziano (minore metratura che significa minori consumi, sprechi, tempo per la pulizia, etc) posta sul solo piano-terra ed anche qui con servizi, risorse e spazi condivisi ideali per la socializzazione, per non sentirsi soli.

Esempio di Co-housing in California (US)

Esempio di Co-housing in California (US)

Di seguito, per dovere di approfondimento, le 10 caratteristiche più comuni del cohousing

Ogni progetto di cohousing ha una storia diversa e proprie caratteristiche, ma vi sono anche molti tratti in comune:
1. PROGETTAZIONE PARTECIPATA -
I futuri abitanti partecipano direttamente alla progettazione del “villaggio” in cui andranno ad abitare scegliendo i servizi da condividere e come gestirli

2. VICINATO ELETTIVO - La comunità di cohousing sono elettive: aggregano persone dalle esperienze differenti, che scelgono di formare un gruppo promotore e si consolidano con la formazione di una visione comune condivisa.

3. COMUNITÀ NON IDEOLOGICHE - Non ci sono principi ideologici, religiosi o sociali alla base del formarsi di comunità di coresidenza, cosi’ come non ci sono vincoli specifici all’uscita dalla stessa.

4. GESTIONE LOCALE - Le comunità di cohouser sono amministrate direttamente dagli abitanti, che si occupano anche di organizzare i lavori di manutenzione e della gestione degli spazi comuni.

5. STRUTTURA NON GERARCHICA - Nelle comunità di co-housing si definiscono responsabilità e ruoli di gestione degli spazi e delle risorse condivise (in genere in relazione agli interessi e alle competenze delle persone) ma nessuno esercita alcuna autorità sugli altri membri; le decisioni sono prese sulle base del consenso

6. SICUREZZA - Il cohousing offre la garanzia di un ambiente sicuro, con forme alte di socialità e collaborazione, particolarmente idoneo per la crescita dei bambini e per la sicurezza dei più anziani

7. DESIGN E SPAZI PER LA SOCIALITÀ - Il design degli spazi facilita lo sviluppo dei rapporti di vicinato e incrementa il senso di appartenenza ad una comunità

8. SERVIZI A VALORE AGGIUNTO - La formula del co-housing, indipendentemente dalla tipologia abitativa, consente di accedere, attraverso la condivisione, a beni e servizi che per il singolo individuo hanno costi economici alti

9. PRIVACY - L’idea del co-housing permette di coniugare i benefici della condivisione di alcuni spazi e attività comuni, mantenendo l’individualità della propria abitazione e dei propri tempi di vita.

10. BENEFICI ECONOMICI - La condivisione di beni e servizi consente di risparmiare sul costo della vita perché si riducono gli sprechi, il ricorso a servizi esterni, il costo dei beni acquistati collettivamente.

Presentata la Lista per il Consiglio Comunale

E’ stata presentata in Piazza Roma stamattina la lista dei Candidati al Consiglio Comunale di Sinistra per Ancona schierati al fianco di Eugenio Duca, candidato Sindaco. Si tratta di una lista estremamente eterogenea che rappresenta “un perfetto spaccato della città e che – ha dichiarato Duca – ci consente di arrivare almeno al ballottaggio. La vera alternativa al centro destra di Bugaro e Gaelazzi e al PD-IDV, responsabili del voto anticipato da cui aspettiamo ancora spiegazioni. Così Eugenio Duca e Alfredo Antomarini hanno presentato i 40 candidati per le elezioni di giugno. Un neo 18enne, due over 60, 7 candidati sotto i trent’anni e il 30% di donne, professionisti, operai, imprenditori e artisti: una selezione fatta su una rosa di oltre cento candidati, senza liti, senza capolista e senza parlare nè di assessorati né di poltrone. La maggioranza di loro si affaccia per la prima volta alla competizione politica e lo fa con vero spirito di servizio dietro l’esempio di Eugenio Duca. Ad essi si affianca l’esperienza di cinque consiglieri uscenti. Nella pagina dedicata ai candidati la rosa completa che stiamo aggiornando con curriculum e fotografie.

Cecchetti, Gregorini e Mascambruni con Duca

Domani presentazione ufficiale della lista dei Candidati per il Consiglio Comunale - Prima della presentazione ufficiale della lista prevista per domani, questi sono altri tre candidati della lista per il Consiglio Comunale di Sinistra per Ancona:

Paolo CECCHETTI, 59 anni, medico cardiologo al presidio Lancisi, dell’Azienda Ospedali Riuniti di Torrette. dal 1975. Consigliere di Amministrazione dell’ASL9, consigliere Comunale a Chiaravalle dall’85 al 94. Già del direttivo dei DS, coordinatore di Sinistra Democratica a Chiaravalle per un anno e adesso torna al fianco di Eugenio Duca per ridare ad Ancona una guida forte e moralmente integra.

Claudio GREGORINI, 40 anni, risiede a Torrette. Dopo essersi laureato in Giurisprudenza è entrato in Accademia Navale come Ufficiale del Corpo di Commissariato e ha presta servizio, con vari incarichi, presso destinazioni a terra e a bordo. Attualmente presta servizio come capo Reparto Acquisti presso la Direzione di Commissariato M.M. di Ancona con il grado di Capitano di Corvetta.

Monia MASCAMBRUNI, 39 anni, mamma di tre bambini (due gemelli), abita nel quartiere Grazie Tavernelle. Diplomata in Ragioneria al Istituto Benincasa è impiegata in un’ipresa edile. E’ stata consigliere della III Circoscrizione. E’ tesoriere del gruppo comunale di Sinistra Democratica e promotrice di un comitato contro le installazioni delle antenne.

Domani la presentazione della lista

Si terrà domani martedì 28 aprile alle ore 11,30 in Piazza Roma (in caso di mal tempo nella Sala dell’ANPI in via Palestro, ingresso Piazza Roma) la conferenza stampa di presentazione dei quaranta candidati della Lista per il Consiglio Comunale di Sinistra per Ancona.

Presenteranno i candidati Alfredo Antomarini, Sergio Clementi Zampini e Matteo Cognini. Sarà presente il candidato sindaco di Sinistra per Ancona Eugenio DUCA.

Al termine Sinistra per Ancona brinderà con tutti i presenti. 

Anche Matteo Cognini e Stefano Superina con Duca

Matteo COGNINI -  35 anni, padre di un bimbo di tre, “brecciarolo” fin dall’infanzia e “torrettano” d’adozione. Lavora da sempre nel settore bancario assicurativo, prima come promotore finanziario, poi come consulente assicurativo. Ha militato per quasi dieci anni nei Democratici di Sinistra, per i quali è stato membro della segreteria comunale e provinciale di Ancona. Nel 2003 è stato anche segretario comunale della Sinistra Giovanile. Nel 2007 è uscito dai DS, non condividendo il progetto del partito democratico e, per dar vita al nuovo soggetto politico della sinistra italiana, ha aderito a Sinistra Democratica nella quale riveste la figura di organizzatore provinciale.

Stefano SUPERINA -  laureato in Economia e Management Internazionale presso l’Università Politecnica delle Marche, giovane precario nato a Genova nel 1981, è in politica dal 1997. Trasferito stabilmente ad Ancona nel 2003, dal 2005 abbraccia attivamente la causa della sinistra DS locale, formalizzando l’uscita dai DS per approdare, spinto orgogliosamente dal discorso di Fabio Mussi, il 5 aprile a Sinistra Democratica. Dal 2008 ricopre i seguenti incarichi: Organizzatore comunale di Sinistra Democratica, co-organizzatore della CO.S.G.A. Rossa nell’ambito del progetto Sinistra Arcobaleno, membro del gruppo organizzazione e comunicazione dell’Associazione La Sinistra di Ancona e della Sinistra per Ancona, a seguito di Eugenio Duca, rivestendo in particolare il ruolo di responsabile della comunicazione interna dell’associazione. Membro dell’ANPI e dell’associazione Polis Nova.

Mobili e Sivocci: altri due per il Consiglio

Emanuele Mobili nato nel ‘72 residente ad Ancona quartiere Pinocchio, Laureato in Giurisprudenza, precario. Nella precedente Amministrazione è stato Consigliere III Circoscrizione e Coordinatore della Commissione Regolamenti.

Livilla Sivocci Borgognoni nata nel 1940 a Pola (profuga dell’Istria) risiede a Paterno. In pensione, è stata dipendente del Comune di Ancona per quasi trent’anni di cui gli ultimi otto come facente funzioni di Economo. E’ stata in passato Consigliere della V Circoscrizione.