Duca: e ora “VIA FAVIA”

Non è la proposta di intitolare una via cittadina, come ad esempio via Flavia, da avanzare alla Commissione toponomastica del Comune di Ancona. E’ la constatazione della conclamata incompatibilità del Commissario IdV David Favia, designato quale rappresentante del Comune dorico nel C.dA. della Fondazione “Le città del teatro”, dichiarata dall’avvocatura del Comune di Ancona, alla quale il Signor Sindaco ha rivolto il quesito. Come evidenziato nell’interrogazione si tratta di una doppia incompatibilità, in qualità di Consigliere comunale (rimossa TARDIVAMENTE rispetto agli obblighi di legge) e in qualità di responsabile politico dell’IdV. Se Favia non si dimette dal C.d.A. della Fondazione “si dovrà procedere necessariamente a farne dichiarare la decadenza” come previsto dalle norme. Spero vivamente che si dimetta immediatamente anche perché più che un partito “post–ideologico” quello dei Favisti appare un partito che ha sostituito alle ideologie e ai valori “l’ideologia del posto.” Ideologia che ha attratto non solo la ex PD Moroder, ma anche gli ex comunisti Filippini e Brandoni che si ritrovano abbracciati, appassionatamente, alla ex responsabile femminile del MSI. David Favia, pari al Ministro Scaiola è stato preso, come sostiene Di Pietro, “con il sorcio in bocca”. Quindi per cortesia “VIA FAVIA DALLO STABILE OVE E’ STATO NOMINATO MA INCOMPATIBILE!” La nostra città rispetta e chiede il rispetto delle norme a tutti, anche ai Favisti. Sempreché il Vice Sindaco non minacci ulteriormente le proprie dimissioni intermittenti, perché Ancona a tutto potrebbe rinunciare tranne che al coerente e coraggioso Vice sindaco che ha persino rinnegato, in Consiglio comunale, di aver sottoscritto i documenti dell’IdV dei favisti. Ai quali rinnovo pressanti richieste: GIU’ LE MANI DALLE MUSE! GIU’ LE MANI DA ANCONA! Il capogruppo di Sinistra per Ancona On. Eugenio Duca Ancona 4 maggio 2010

Duca al PD e ai Favisti: per il bene di Ancona affrancarsi da Favia.

Di seguito il Comunicato inviato a Il Resto del Carlino

I ragazzi e le ragazze di solito sfogliano la margherita nel gioco “m’ama, non m’ama”. Ancona ogni giorno assiste al gioco “si dimette, non si dimette” riferito al vice Sindaco Brasili. Ma le minacce del Commissario IdV proseguono annunciando persino di avere in tasca le dimissioni del Presidente del Consiglio Filippini e dei tre Presidenti delle Commissioni Brandoni, Guarna e Pirani. Le uniche dimissioni che non minaccia sono quelle proprie, ancorché dovute, dalla Fondazione Le citta del teatro, in cui è stato nominato incompatibile. Certo è difficile per il PD privarsi del vice Sindaco, anche perché le misure adottate sull’ambiente da parte di Brasili, ci consentiranno sicuramente di migliorare i dati sulle PM 10, e di poter ambire non al terzo posto, ma al primo delle città più inquinate d’Italia. Ne è pensabile per il PD di privarsi del Presidente della Commissione urbanistica del Consiglio Comunale Serenella Guarna, visto che la stessa è anche Assessore della Regione Marche. E perché accanirsi sui Presidenti Brandoni e Pirani che non fanno alcun danno dal momento che le Commissioni non vengono neanche riunite. E pensare che sono già state decise riunioni del Consiglio comunale sui rifiuti e sul porto. Se il Commissario Favia inviasse le dimissioni di costoro il Consiglio comunale, a mio avviso, le dovrebbe respingere appellandosi all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Il Governo delle destre l’ha modificato proprio per introdurre l’autolicenziamento preventivo. Sorprende che i neo diprietristi (i Favisti nostrani), si siano consegnati mani e piedi al Commissario. Auspico pertanto che il PD anconetano e gli stessi Consiglieri IdV abbiano il coraggio e l’autonomia per affrancarsi dal ricatto giornaliero e di impedire il Commissariamento di fatto di Ancona da parte di un signore che ha ottenuto in Ancona la metà dei voti del proprio partito. Possibile che il giudizio dei cittadini venga ignorato proprio dal PD e dai Consiglieri come Filippini, Brandoni, ecc.. Personalmente e concludo pensavo che il Presidente del Consiglio comunale esprime il proprio ruolo, forte dell’investitura Consiliare, che il vice Sindaco sia della città, forte della delega conferitagli dal Sindaco, non personalità ostaggio del Commissario IdV, che sta tentando di tenere Ancona sotto scacco per ingordigia poltronista.

Il capogruppo di Sinistra per Ancona
On. Eugenio Duca

Ancona 26.04.2010

Duca: i Favisti in tregua fino al ponte?

Viste le richieste presentate dai Favisti alla maggioranza e al Sindaco è difficile pensare ad un componimento bonario delle tensioni e forse anche ad una tregua per il ponte 25 aprile – 1 maggio, dichiara l’On. Eugenio Duca, capogruppo di Sinistra per Ancona.

A mio avviso – prosegue Duca – il primo documento dell’IdV – sulla macchina comunale, dovrebbe essere considerato irricevibile in quanto non è compito dei Partiti definire la struttura tecnico amministrativa dell’Ente, competenza riservata dalla legge ad altri soggetti. Inoltre sono politicamente inaccettabili alcuni passaggi sul personale dirigenziale e apicale del Comune, soprattutto quando tali giudizi vengono espressi da forze politiche di maggioranza e da Consiglieri non certo di primo pelo, ma da personalità che hanno ricoperto e ricoprono ruoli importanti come il vice Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale, i Presidenti di Commissioni Consiliari e Assessori. Come si può impunemente affermare che “la struttura amministrativa del Comune di Ancona è per certi versi sfocata ed ancora legata a logiche spartitorie non più tollerabili.” E “ bisogna cambiare questa regola non scritta e pensare al nuovo Comune, a quello che non ha bisogno di dirigenti d’area….. politica ma di una dirigenza pubblica esperta e preparata.” E ancora “ Per quanto riguarda la dirigenza vale ancor di più il principio delle competenze rispetto a quello delle appartenenze.” Giudizi scriteriati, gravissimi, verso chi lavora per l’Amministrazione che non possono essere lasciati cadere e dei quali chiederò risposta al Sindaco nel prossimo Consiglio. Se sono veri occorrono provvedimenti urgenti, se sono falsità, ingiurie e calunnie, chi le fa non può restare un minuto di più in Giunta, né ricoprire ruoli di responsabilità.

Sul secondo documento mi preme sottolineare tre punti:

1) Il quadro politico: condivido la valutazione che “Ancona ha scelto (assegnando all’IdV il 4,5% di voti) in modo chiaro la coalizione di Governo e il programma. Se qualcuno pensa di stravolgere il giudizio degli elettori, l’IdV non si presterà ad alcuna manovra perché intende garantire un governo stabile alla città.” Mi chiedo: non sono i Favisti a dire di voler rivedere il programma, l’intero assetto di Giunta, a votare con le Destre come è avvenuto sulle dimissioni della Panzini, ad aver organizzato la “transumanza” di Consiglieri eletti in altri partiti di maggioranza, a minacciare a giorni alterni la crisi?

2) Porto e Fiera: si sostiene tra l’altro “ i tir diretti al porto facciano obbligatoriamente il cheek-in presso l’interporto”. Qualcuno dell’IdV ne ha parlato con l’Autorità Portuale, con le Associazioni dei trasportatori o con gli operatori portuali? Lo sanno i proponenti che una simile decisione provocherebbe qualche inconveniente come ad esempio colonne interminabili di mezzi pesanti tutti nello stesso arco di tempo anziché nelle 24 ore? Che tutto il traffico, anche quello proveniente da Ancona Sud si riverserebbe a Torrette (via Conca – Flaminia) e che tutti i tir provenienti da Ancona Nord dovrebbero prolungare il tragitto di 20 Km. E quelli provenienti da Ancona Sud di 45 km. Con conseguenti aggravi di inquinamento, consumi di carburante, e prolungamento dei tempi di guida? L’IdV vuole colpire l’operatività portuale, spero che la città lo impedisca.

3) Le Fondazioni teatrali: si sostiene che “ la gestione del teatro delle Muse debba essere affidata allo Stabile”. In sostanza L’IdV chiede ad Ancona, unica città in Italia, di rinunciare al proprio Teatro per affidarlo ad un Ente che nel corso degli anni ha accumulato debiti di entità mostruosa. Un Ente ove guarda caso si è fatto nominare l’incompatibile Commissario IdV Favia. Secondo me il Teatro delle Muse è il Teatro della città di Ancona e tale deve restare. Favisti giù le mani dalle Muse e Favia si dimetta. Smettetela di danneggiare Ancona.

Il capogruppo di Sinistra per Ancona
On. Eugenio Duca

Ancona 24.04.2010

B

Duca: Ancona commissariata dai Favisti Longarinisti? Impediamolo.

Il Commissario IdV, rafforzato nel proprio ruol - incompatibile con la nomina allo Stabile - dai transfughi ex comunisti ed ex Pd, dichiara a mezzo stampa il Commissariamento dell’alleanza, della Giunta e del Sindaco violando ogni norma e prassi istituzionali.

Meno di dieci mesi fa l’IdV ha codefinito il prgramma elettorale, votato quello presentato dal Sindaco in Consiglio e la Giunta. Oggi i Favisti tentano un ulteriore ukase contro Ancona, il Sindaco e la propria maggioranza. In democrazia è lecita la verifica dei programmi ma essa è frutto delle forze politiche che li hanno sottoscritti, nel caso di Ancona: Pd, IdV, RC-PdCI, PSI, Verdi e RE.

Invece i Favisti hanno già sciolto la maggioranza e impongono un rapporto diretto Favia – Sindaco, alla faccia degli (sic!) ex alleati, ignorando PD e PSI, avendo già digerito i Comunisti e i Verdi. Una prassi – opinione dell’On. Eugenio Duca – del tutto irrituale e che dovrebbe essere ritenuta irricevibile dal Sindaco che una volta eletto, è il Sindaco di tutti, non sottoposto “a ricatto” dei Favisti e al loro “decalogo” del quale sono molto incuriosito dal momento che in questi mesi nelle Commissioni consiliari e in Consiglio sono stati silenti, salvo votare con le Destre (PdL, UDC, Vola Ancona), per ottenere la poltrona allo Stabile dell’incompatibile Favia.

Comunque i primi tre punti enunciati sono indicativi:

1) lo scioglimento della Fondazione Muse e la consegna del Teatro cittadino. Ancona sarebbe l’unica città a perdere il Teatro dimenticando che la cultura produce ricchezza e posti di lavoro. A parte il fatto che tra il Comune di Ancona e la Fondazione Muse c’è una convenzione con un contratto di servizio per la gestione di Muse e Sperimentale che scade nel 2012 perché si dovrebbe consegnare il Teadro dorico a un Ente Regionale che ha altre finalità e a soggetti che hanno maturato debiti ingenti tanto che il Comune si sta svenando pagando 500.000 euro annui fino al 2025! Perché città come Pesaro, Macerata sono orgogliosi dei propri teatri Ancona dovrebbe essere espropriata?

2) Il cedimento alle pretese del proprietario dello stabile Metropolitan e dei suoi svariati prestanome. La cosa non sorprende me – come penso non sorprenda almeno tutti coloro che in Ancona hanno 45 anni d’età e si siano minimamente interessati delle vicende cittadine. Scontato è che lo faccia Favia. Mi chiedo cosa hanno a che spartire con gli interessi del proprietario dell’ex Metropolitan, e dei suoi prestanome conosciuti e o riservati, gli ex comunisti come Brandoni e Filippini, o gli ex PD come il dott. Pirani o l’ex Verde come Tagliacozzo?

3) Il parcheggio al Savoia. Non lo sanno i Favisti che Ancona è la terza città più inquinata d’Italia e che bisogna migliorare la qualità della vita dei cittadini anziché peggiorarla?

Pertanto – conclude l’On. Eugenio Duca – bisogna impedire che Ancona finisca sotto scacco e che perda la propria dignità come vorrebbero i Favisti.

Il capogruppo di Sinistra per Ancona

Ancona 5 Aprile 2010 On. Eugenio Duca

Duca a Favia: dal Favismo allo Schifavismo.

In relazione all’articolo odierno nel quale il Favista Favia chiama in causa l’On.le Duca si invia la seguente risposta.

Non compete a Sinistra per Ancona interferire nel “dibattito” – se così si può chiamare - interno alla maggioranza ove i Favisti, non i dipietristi, appellano i Democratici: “schifosi”.

E’ disgustoso – a mio avviso – il comportamento del Favista Favia, che si permette di interessarsi di Duca (e Quattrini). Se vuole dare il benservito, non solo a Napolitano ma anche al vicesindaco che non è stato in grado neanche di ottenere compensi adeguati per i desiderata di Favia, faccia pure. Vuole “mandare a casa Sindaco e Giunta” faccia pure e si assuma le proprie responsabilità di fronte alla città, ma non si azzardi a chiamare in causa Duca. Infine è schifosa l’affermazione che l’IdV Favista “non ha mai fatto nomi per poltrone”. Il primo nome è stato proprio quello di Favia allo Stabile. Poltrona per cui non hanno esitato a votare con il centrodestra (PdL-UDC-Volancona) le dimissioni della Panzini. Se è un atto che oggi considerano, non schifoso, ma ributtante, è positivo. Se i dipietristi si facessero sentire sarebbe ancora meglio prima che Ancona subisca altre aggressioni ed estorsioni politiche dai Favisti come Favia.

On. Eugenio Duca

Ancona 20 marzo 2010

Duca: i circoli provinciali IdV si ribellano al Favismo. Bene! E in Ancona?

Esprimo un vivo apprezzamento per l’onestà intellettuale e politica manifestata dai Coordinatori IdV dei comuni di Chiaravalle, Camerata Picena, Monte S.Vito e Montemarciano sul Favismo che domina quel Partito, piegato agli interessi personali e amicali di quel Favia che, a giorni alterni, minaccia la crisi in Ancona. Sono gli stessi IdV a denunciare che, dietro al nome e alla faccia dell’On. Di Pietro, i Favisti hanno trasformato il partito politico IdV marchigiano in “un soggetto poco credibile ed interessato esclusivamente a poltrone e posti di potere.” Un Favismo che colpisce non solo i propri “alleati” e i cittadini di Ancona ma anche all’interno del Partito dal momento che “sottolinea la parzialità verso due candidati non rispettando il ruolo di garante che dovrebbe svolgere verso tutti in concordanza al mandato di Di Pietro.”

Sorprende invece il silenzio assordante dei “dipietristi anconitani” sul Favismo, sia dei circoli che dei neoacquisiti (due ex comunisti “leali duri e puri” e la capolista PD, ora capolista IdV, giubilata dal Favismo dorico). Ma anche di altre personalità che –a mio avviso- nulla hanno a che vedere con il basso profilo Favista, neo sponsor del “lealista Galeazzi”. Ha proprio ragione l’Assessore Provinciale Gianni Fiorentini, candidato SEL alle regionali, quando sottolinea l’importanza dell’area vasta per il ruolo di capoluogo marchigiano di Ancona. L’IdV anconetano prenda esempio da Monte S. Vito! Ancona si liberi dal Favismo. Possibilmente prima della riunione di maggioranza che, stando ai fatti recenti, si dovrebbe svolgere il 1 aprile: “tutte chiapperelle e tutti a casa”.

Il capogruppo di Sinistra per Ancona

On. Eugenio Duca

Ancona 21 marzo 2010

Questo il documento dei Circoli IdV

Camera Picena: i coordinatori cittadini IdV delusi da Favia

Siamo profondamente delusi dal comportamento e dall’azione politica dell’on.le David Favia. Credevamo con l’Italia dei Valori di poter testimoniare una politica nuova

I coordinatori comunali di Chiaravalle, Camerata Picena, Monte San Vito e Montemarciano sottolineano una gestione poco chiara e da “padre padrone”, al punto da promuovere amici e sodali nei posti chiave di Comuni, della Provincia e della Regione Marche come se tutto fosse di sua proprietà.

Questa modalità fa’ rischiare concretamente all’I.D.V. una emorragia di voti in quanto il cittadino elettore ci percepisce come un soggetto poco credibile ed interessato esclusivamente a poltrone e posti di potere. Tutto ciò suggerisce una percezione sbagliata del movimento e delle persone che, disinteressatamente, operano per testimoniare i valori portanti del partito.

Una rilevante parte degli aderenti della provincia di Ancona non comprendono tali atteggiamenti e vivono con estremo disagio lo spregiudicato attivismo del parlamentare (non eletto) subentrato dopo le dimissioni del capolista Antonio Di Pietro. Il continuo ricatto a cui sottopone la maggioranza che governa la citta’ di Ancona denota atteggiamenti ed azioni che rievocano vecchie appartenenze dell’On.le noto, prima per aver contribuito alla nascita del Berlusconismo nelle Marche fondando Forza Italia, poi, confluendo allegramente nell’Udeur di Clemente Mastella.

Forse per le sue azioni eclatanti nel capoluogo anconetano è pronto ad un ulteriore cambio di casacca? Anche in molti candidati alle prossime elezioni regionali c’è amarezza e perplessità; si sottolinea la parzialità verso due candidati (Eusebi-Giorgi) non rispettando il ruolo di garante che dovrebbe svolgere verso tutti in concordanza al mandato affidatogli da Antonio Di Pietro. Gli esempi di prevaricazione verso aderenti e coordinatori comunali sarebbero troppo lunghi da elencare, infatti si è ignorata totalmente la volontà democraticamente espressa nelle varie assemblee rispetto alle indicazioni previste dallo statuto regionale dell ‘Italia dei Valori.

A Monte San Vito, ad esempio, nonostante l’assemblea degli aderenti abbia regolarmente nominato coordinatore comunale Igina Fracascia, (delegata anche al congresso nazionale I.D.V. del Febbraio 2010) alla presenza del coordinatore regionale prof. Gianfranco Borghesi, come da verbale puntualmente redatto il 15/12/2009 ed inviato agli organismi superiori provinciali e regionali, improvvisamente e per ragioni oscure risulta oggi invece nominato un altro soggetto: Fabiano Pieralisi sconosciuto agli aderenti IDV del paese.

Ne sa qualcosa anche l’ex coordinatrice di Senigallia Laura Lavatori sostituita in tutta fretta perché non si è voluta piegare ai voleri del “grande capo”. Noi concordiamo con Luigi De Magistris quando dice che “Il nuovo laboratorio politico deve segnare un cambiamento radicale senza giochetti finalizzati solo alla spartizione del potere. Chi crede nell’Italia dei Valori ha una grande aspettativa etica che non può essere tradita.

I coordinatori dei circoli IDV di :
Chiaravalle, Monte San Vito, Camerata Picena e Montemarciano
Enrica David
Igina Fracascia
Chiara Popolo
Damiano Bartozzi

da Italia dei Valori

In risposta alle dichiarazioni dei “Favisti” dorici.

“La scelta autonoma assunta con il collega Quattrini di astensione sul bilancio preventivo 2010, dopo l’attenta valutazione dei risultati positivi per Ancona, ha suscitato in un primo momento l’apprezzamento dell’IdV e il giorno dopo un incomprensibile, volgare attacco, anche sul piano personale, ai “grillini antigovernativi” come Quattrini e all’On. Duca.

Sostiene il trio Favista che i cittadini di Ancona non hanno premiato Sinistra per Ancona e Ancona 5 stelle eppure hanno ricevuto molti più voti dell’IdV. Inoltre il trio mente sapendo di mentire quando addossa all’On. Duca di aver rotto il centrosinistra per fare il Sindaco. A suo tempo Sinistra per Ancona ha chiesto di partecipare alle primarie aperte, come è avvenuto in tante città, ed ha indicato la candidatura Duca. Opportunità su cui è scattato il “veto” comunicato proprio da Favia “ le primarie aperte non le faremo altrimenti vince Duca”. Pur di realizzare l’Unione Duca ha ritirato la propria candidatura ma Sinistra per Ancona è rimasta vittima di un’esclusione a prescindere, (come è avvenuto nei confronti dei Partiti Comunisti in Regione). Tuttavia, al ballottaggio, abbiamo sostenuto, senza nulla chiedere, il candidato Gramillano, il nostro Sindaco, proprio per impedire alla destra e al trasformista Galeazzi di mettere Ancona sotto scacco. E ora il medesimo pericolo per Ancona viene dal Favismo, che non è la malattia che colpisce quando si assumono determinati cibi, ma il nuovo cancro cittadino alimentato da una politica spregiudicata di campagna acquisti corruttiva e priva di scrupoli e valori.

Inoltre il trio Favista: Eusebi, Tagliacozzo, Brasili definisce l’On. Duca “un buon vecchio”. Se si riferiscono all’età anagrafica (classe 1950) è la stessa del “buon vecchio On. Di Pietro” e “meno vecchio” di Brasili (classe 1948) Assessore alle politiche giovanili. Se si riferiscono all’impegno politico – amministrativo è senza dubbio di lungo corso, tanto da ricordare quando i “giovani” Favia, Eusebi, ed altri, frequentavano “le stanze” come quelle di via Zara in Ancona, e in via Archimede a Roma, ove il padrone di Ancona dava gli ordini a tanti politici buoni esecutori.

Purtroppo in Ancona quelli che predicano “il volo alto e l’alto profilo”, rappresentano il Nanismo, che non è quello di chi ha bassa statura, ma quello di una politica infarcita di infime bassezze.”

Il capogruppo di Sinistra per Ancona

On. Eugenio Duca

Ancona 18/03/2010

Fiorentini (SEL): la Strada Statale 76 e i lavori veloci come le lumache.

Insieme agli On.li Eugenio Duca e Claudio Maderloni, abbiamo effettuato un sopralluogo sui siti dei cantieri della Quadrilatero spa, sulla Strada Statale 76, in località Gola della Rossa, Trocchetti e Albacina. Non ci sono operai e tecnici, non c’è traccia di lavori in corso. Ad Albacina è stato realizzato un bel villaggio per ospitare gli operai ma da quasi un anno è deserto. Abbiamo potuto ascoltare le preoccupazioni dei cittadini per il tracciato della strada che andrebbe a interferire con la falda di Gorgovivo (che garantisce l’acqua a oltre la metà della popolazione della provincia di Ancona). Ci è stato anche riferito che alcune delle imprese che hanno eseguito i lavori per i cantieri non sono state ancora liquidate con conseguenti sofferenze e rischi per l’occupazione esistente. E’ la conferma ulteriore – dichiara Gianni Fiorentini, candidato di Sinistra Ecologia e Libertà alle regionali – della bontà della scelta assunta dal Comune di Serra S. Quirico, di non aderire, quando ero il Sindaco, alle lusinghe e alle pressioni della Società e della Giunta Regionale.

Infatti Quadrilatero spa di dimostra un’inutile e costosa sovrastruttura, lenta e priva di finanziamenti privati. Lo testimoniano anche la relazione della Corte dei Conti, gli alti costi per le aree leader, come quella di Falconara e Chiaravalle ove, per trasferire la Fiera della Pesca, la Regione Marche dovrebbe sborsare 2 milioni di euro l’anno d’affitto. Inoltre è inaccettabile la tassa sui marchigiani imposta ai Comuni che hanno aderito, come quella sulle imprese commerciali, artigianali e imprenditoriali.

Pertanto –conclude Fiorentini- dopo le elezioni regionali occorre rivedere completamente la Società, i protocolli sottoscritti e i meccanismi di finanziamento che non possono gravare sui cittadini, sulle imprese e sui Comuni.

Ancona 20/03/10 Gianni Fiorentini

Ass. Prov. Ancona

Candidato SEL

Breve nota riassuntiva sulla vicenda Quadrilatero S.p.A. 20 marzo2010

La campagna elettorale per le elezioni regionali ha riportato, tra i temi del dibattito e della polemica politica, la vicenda Quadrilatero spa. Molti mi chiedono anche per posta elettronica, di cosa si tratta e quale posizione dovremmo tenere. Provo a sintetizzare. La questione è quanto mai complessa e purtroppo non c’è forza politica indenne da gravissime responsabilità per come è stata condotta. Sulla Quadrilatero ci sono decine di pagine di iniziative: parlamentari, regionali e locali. A Jesi e a Macerata l’allora DS organizzò riunioni di approfondimento con la partecipazione dei Gruppi parlamentari umbro-marchigiani, Sindaci amministratori, sindacalisti e rappresentanti delle associazioni ambientaliste. In precedenza, a Tolentino, c’era stato un incontro con tutte le forze del centrosinistra della Provincia di Macerata in cui tutti gli intervenuti, ad eccezione del Presidente della Provincia Pigliapoco si espressero in modo molto critico. A Roma si svolse una riunione presso la sede della regione Marche con il futuro Presidente della Regione Spacca, alla quale parteciparono, con una posizione unitaria di netta contrarietà alla piega che la vicenda stava assumendo, i parlamentari marchigiani dell’UNIONE, da Bastianoni a Cossutta. In Ancona, presso la sede regionale DS si svolse una riunione molto tesa: da una parte tutti i parlamentari; dall’altra il Consigliere Solazzi a sostegno della S.P.A, con i partiti silenti. L’ultima iniziativa che ricordo riguarda un dibattito svoltosi a Porto Recanati, nell’ambito di una festa della Sinistra in cui si registrò un dibattito aspro tra me e i rappresentanti di RC e PdCI della Regione che avevano cambiato idea e sostenuto la SpA. Infine sono stato invitato ad un’iniziativa in Ancona, promossa dal PdCI, con la presenza del Ministro Bianchi, nella quale non ho parlato proprio per rispetto del Ministro, pur non condividendo la giravolta compiuta dal centrosinistra in Regione. Il progetto Quadrilatero (ben diverso dalla Quadrilatero spa) nasce dopo il terremoto che ha colpito le regioni Marche e Umbria. Si tratta di uno strumento di programmazione per proporre, oltre alla ricostruzione, una serie di infrastrutture ferroviarie e viarie (a partire dal raddoppio della ferrovia Orte Falconara) capaci di superare lo storico isolamento delle zone dell’entroterra e di completare i collegamenti Marche Umbria. Ferrovie dello Stato, ANAS e Regioni avviano una serie di progettazioni coerenti al progetto Quadrilatero che viene inserito nell’accordo di programma tra lo Stato e le Regioni. Nel 2001 con il Governo di destra il Progetto viene snaturato trasformandolo in una Spa e sbandierato come un progetto di finanza, con un consistente intervento dei privati. Era una bufala, una delle tante berlusconate, tanto che la Regione Marche (Pres. D’Ambrosio) ha proposto ricorso alla Corte costituzionale in quanto i meccanismi della spa violavano palesemente le prerogative degli Enti territoriali; non c’era alcuna traccia di finanziamenti privati e, anzi si sottomettevano i Comuni a cedere sovranità e quote consistenti delle proprie entrate ICI. Inoltre veniva prevista una tassa per le attività commerciali, artigianali e imprenditoriali site nei territori del tracciato stradale (una tassa sullo sviluppo imposta da quelli che vogliono ridurre le tasse). La Provincia di Macerata per prima, il comune di Fabriano poi, caddero nella trappola e fecero da sponda alle destre. Tuttavia in Parlamento tutte le forze dell’Unione, dall’Udeur a RC, condussero una battaglia unitaria per impedire tale scempio. Alle elezioni regionali scorse, le forze politiche che sostenevano Spacca, nel programma indicarono la netta contrarietà alle scelte della spa e del Governo. Una volta vinte le elezioni Il Presidente Spacca presentò il proprio programma ( votato da tutte le forze dell’Unione ) con cui cambiava la posizione della regione e apriva alla Spa. Anche a livello nazionale le forze dell’Unione che prima delle elezioni del 2006 ( Di Pietro, Visco, Bersani, Cossutta, Diliberto) hanno dichiarato che Quadrilatero spa era un inutile orpello, costoso, non trasparente, e che sarebbe stato sciolto, hanno cambiato opinione. Proprio il Ministro Di Pietro, ancorché incalzato dai Deputati, a partire dall’On. Claudio Maderloni, anziché sciogliere la Società si è limitato a nominare un proprio uomo; la Regione Marche ha preteso la sostituzione di Pieralisi ed è diventata il promoter della spa. L’Assessore al ramo e il Presidente hanno fatto pressioni enormi quanto indebite sui Comuni per costringerli ad aderire provocando persino la crisi al Comune di Falconara dove, ironia della sorte proprio RC e PdCI sostenevano la bontà dell’adesione. Tutto ciò purtroppo è avvenuto con il consenso di tutto il centrosinistra, con la sola eccezione di Sinistra Democratica. E’ per questo che sostengo si tratti di un’arma scarica e che può essere rivoltata anche contro di noi. Certo Sinistra Ecologia e Libertà è nuova, ha nella lista una persona che concretamente ha contrastato Quadrilatero spa, senza cedere alle lusinghe e ai ricatti di Spacca e Baldassarri: Gianni Fiorentini che ha negato l’adesione del Comune di Serra S. Quirico (di cui era Sindaco) alla Quadrilatero spa. Se anche gli altri Sindaci avessero fatto come lui il giocherello sarebbe stato cancellato e le strade le avrebbe progettate e appaltate l’ANAS, come avviene nel resto d’Italia senza pagare gabelle alla spa. Ad oggi non è stato stanziato un solo euro dai privati, l’Anas detiene il 92% delle quote e il resto è detenuto da soggetti pubblici. La Corte dei Conti ha depositato una relazione – atto pubblico – che contiene giudizi pesantissimi sullo strumento Quadrilatero spa. Le indagini in corso sulla “cricca toscana” e la trasmissione Report hanno aggiunto altri dettagli interessanti. I lavori sulla Strada Statale 76 sono invisibili e nessuno ha chiarito se le opere ivi previste possono addirittura influenzare le falde acquifere di Gorgovivo che fornisce l’acqua a più della metà della Provincia. A mio avviso è necessario un lavoro di ricerca e di approfondimento per proporre iniziative e risposte credibili per le popolazioni alle quali, bisogna dire che c’è chi ha sbagliato. Si possono coinvolgere i Comuni “resistenti” come Serra S. Quirico, Jesi ed altri, ma anche la Provincia (che non ha aderito), il Consorzio Gorgovivo, l’Azienda Multiservizi e i cittadini. Oppure basta attendere il lavoro della Corte dei Conti e forse della Magistratura ordinaria. Spero di esservi stato utile e se volete approfondire lo stato dei lavori nella nostra Provincia vi consiglio di fare un sopralluogo sul posto, magari con il nostro candidato Fiorentini. Noi l’abbiamo fatto visitando le tre località di cantiere (?): Gola della Rossa, Trocchetti e Albacina. Non c’è traccia di lavori in corso. Ad Albacina è stato realizzato un bel villaggio per ospitare gli operai ma da quasi un anno è rimasto deserto. Ci è stato anche riferito che alcune delle imprese locali che hanno eseguito i lavori non sono state ancora liquidate e in un momento di crisi come questo sono in sofferenza.

On. Eugenio Duca

Duca: la campagna estorsiva e corruttiva del favismo tiene sotto scacco Ancona.

Comunicato stampa

“I “leali favisti” anconetani, minacciano la crisi una volta al mese con un ricatto alla volta: “o mi dai questa poltrona o strapuntino o Ancona torna alle urne”. Prima il Vice Sindaco, le Presidenze e le nomine negli Enti (una personale del favista) e compensi “adeguati” per i o le fedeli favisti, ora siamo ai “dirigenti che devono essere graditi al Vice Sindaco”. Auspico vivamente – commenta il capogruppo di Sinistra per Ancona, On. Eugenio Duca – che il Sindaco si sottragga a tale ennesimo ricatto politico estorsivo di Favia (e della sua eterogenea compagnia) che agisce, sfruttando la complicità del centrodestra anconetano (PdL, UDC, Vola Ancona), per trarne tornaconti personali e di partito e umiliare le Istituzioni e la città. Penso che il popolo viola e il centrosinistra in Ancona debbano promuovere in Ancona una manifestazione per la democrazia e contro il “favismo” e spero che siano proprio gli elettori dipietristi i promotori. Altrimenti, tra un mese, i favisti chiederanno che dai Vigili Urbani ai cuochi delle mense comunali “ci deve essere il gradimento preventivo” del favista di turno.

Quanto al Bilancio 2010 – continua l’On. Duca – sono ansioso di conoscere quali “criticità” esprime l’Italia dei Valzer delle poltrone, dal momento che durante i lavori delle Commissioni non è emersa alcuna critica, né sono stati presentati emendamenti da quel Gruppo, né dal Vice Sindaco.

Sempre sul Bilancio, i Gruppi del centrodestra (PdL, UDC e Vola Ancona), oggi molto critici sulla stampa, dovrebbero comunicare ai cittadini che non sono stati capaci di presentare un solo emendamento “ammissibile” al voto, in quanto tecnicamente sbagliati. Se ciò è comprensibile per i neo eletti, che peraltro hanno avanzato proposte non peregrine, è stupefacente che ciò accada per Consiglieri di lungo corso e cumulano o hanno maturato esperienze in organi legislativi.

Quanto alle “grandi idee per Ancona”, invocate dalla destra dell’On. Ciccioli, non vi è traccia nelle proposte emendative, mentre in otto mesi risulta depositata una mozione del PdL su “Ancona città del mosciolo e del pesce azzurro”. Una “grande idea” mestamente ritirata dagli stessi proponenti.

Infine auspico che la discussione sul Bilancio ci riporti ad essere una città “normale” magari in un Paese “normale” e che se il Comune approva un indirizzo anche gli Amministratori delle Aziende partecipate debbano concorrere al raggiungimento degli obiettivi. Se il favista Ciotti non è in grado di attuarli forse il Comune potrà trovare un altro Amministratore, mediante selezione per altissimi manager, come è avvenuto per l’investitura di Ciotti in Ancona Entrate.

Sarà possibile rimediare ai gravi errori di PD, IdV, RC-PdCI, che hanno permesso ad una persona: “il favista Favia” che è noto per coerenza e lealtà: da DC a Forza Italia, all’UDEUR all’IdV, di tenere “Ancona sotto scacco”. Forse solo il “popolo viola” ci salverà dal favismo.

Il capogruppo di Sinistra per Ancona

On. Eugenio Duca

Ancona 13 marzo 2010